Nuovo capitolo istituzionale a Riace, dove i consiglieri comunali di opposizione hanno presentato un’istanza formale alla Prefettura di Reggio Calabria e, per conoscenza, al Ministero dell’Interno, chiedendo la sospensione immediata del Consiglio comunale e la nomina di un commissario prefettizio.
La richiesta è firmata da Francesco Salerno, Antonio Trifoli e Salvatore Certomà, che sollecitano anche l’avvio della procedura di scioglimento dell’organo consiliare alla luce degli ultimi sviluppi giudiziari.
Al centro della vicenda c’è la decisione della Corte d’Appello di Reggio Calabria che ha confermato la decadenza di Mimmo Lucano dalla carica di sindaco, già stabilita in primo grado dal Tribunale di Locri. La pronuncia si inserisce nel contesto del procedimento legato al caso “Xenia”, che ha visto Lucano assolto dalla maggior parte delle accuse ma condannato per un episodio di falso.
Secondo l’impostazione della Prefettura, la decisione definitiva comporterebbe l’applicazione della legge Severino e quindi la condizione di incandidabilità. Una lettura contestata dalla difesa dell’ex sindaco, che ritiene non sussistenti i presupposti per l’applicazione automatica della normativa.
“Riteniamo che la sentenza non possa produrre automaticamente effetti interdittivi senza un’esplicita pronuncia del giudice penale”, sostengono gli avvocati Andrea Lollo e Paolo Falzea, che hanno redatto l’atto presentato dai consiglieri di minoranza.
Nel documento inviato alla Prefettura si evidenzia come la decadenza debba essere considerata “pienamente efficace ed esecutiva”, con conseguente necessità di procedere allo scioglimento del Consiglio comunale secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Gli stessi firmatari sottolineano inoltre una fase di forte incertezza amministrativa. “Il Comune si trova in una condizione di instabilità istituzionale che rischia di compromettere il funzionamento ordinario dell’ente”, si legge nell’istanza, che richiama anche difficoltà legate alla gestione economico-finanziaria e al rapporto con gli organismi sovraordinati.
Per questa ragione, i legali ritengono necessario un intervento immediato. “La nomina di un commissario e la sospensione del Consiglio rappresentano strumenti indispensabili per garantire la continuità amministrativa e il rispetto della legalità”, affermano Lollo e Falzea.
Sulla stessa linea i consiglieri firmatari, che ribadiscono la loro posizione: “È indispensabile ripristinare condizioni di piena legittimità e funzionalità dell’ente nell’interesse della comunità riacese, assicurando al contempo la regolare prosecuzione dell’attività amministrativa”, dichiarano Salerno, Trifoli e Certomà.
