Avrebbe sintomi riconducibili dell’Hantavirus il 25 enne calabrese che si trovava a bordo del volo Klm sul quale era presente per pochi minuti una donna sudafricana poi deceduta per il virus e, per questo, sarebbero in corso accertamenti sui campioni. I test del giovane, già posto in quarantena, arriveranno in giornata all’ospedale Spallanzani di Roma per verificare un’eventuale positività. Secondo il bilancio dell’Oms sono undici intanto i casi sospetti di hantavirus, 9 quelli confermati.
La circolare del ministero dela Salute firmata ieri sera chiarisce che, “anche in assenza di un chiaro collegamento epidemiologico noto con il focolaio della nave Mv Hondius o con casi confermati/probabili di infezione da virus Andes in aree endemiche, potrà essere considerata, dopo attenta valutazione infettivologica, l’esecuzione di indagini diagnostiche specifiche nei pazienti con quadro clinico compatibile, o quadro clinico non altrimenti spiegabile e risultato negativo agli accertamenti microbiologici routinari. In questo caso potrà essere contattato il medico reperibile dell’Inmi Spallanzani attraverso il centralino 06.551701 in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss)”. Tale approccio è finalizzato “a favorire l’identificazione precoce di eventuali casi sporadici o secondari e ad assicurare la tempestiva attivazione delle misure di sanità pubblica previste”, precisa la circolare.
“La valutazione dell’Organizzazione Mondiale della Salute è che il rischio per la salute globale è basso”, ha detto il direttore generale, Tedros Adhanom.
“In Italia la situazione è d assoluta tranquillità. Le quattro persone venute in contatto con una paziente nel volo areo sono monitorate con attenzione”, ha fatto sapere il ministro Schillaci. Ma l’allarme per i contagi continua a fare paura.
