Abbiamo visionato con attenzione il documentario prodotto dall’iniziativa civica decentralizzata “Aria Fuori Legge”.
La vicenda del depuratore di Ravagnese continua a rappresentare una ferita aperta per Reggio Calabria e impone chiarezza, responsabilità e scelte nette da parte delle istituzioni. Non si tratta soltanto di un problema tecnico o amministrativo, ma di una questione che riguarda la salute pubblica, la tutela ambientale e la qualità della vita di decine di migliaia di cittadini.
L’impianto, infatti, è collocato in prossimità di un’area urbana con circa 25.000 residenti e del nuovo terminal dell’Aeroporto “Tito Minniti”. Da anni i residenti convivono con disagi e criticità che non possono più essere ignorati. È necessario affrontare il tema senza ipocrisie: occorre programmare una diversa collocazione del depuratore, individuando soluzioni compatibili con le esigenze ambientali, urbanistiche e sanitarie della città ed evitando di incorrere in ulteriori criticità rispetto alle possibili collocazioni alternative, bonificare l’area e prevederne una rigenerazione in chiave green, come suggerito dall’iniziativa civica.
Non è accettabile che interi quartieri continuino a sopportare il peso di una pianificazione sbagliata e dell’assenza di una visione amministrativa di lungo periodo. Spendere 52 milioni di euro per consolidare un’infrastruttura ad altissimo impatto ecologico e sanitario, prevedendone la permanenza in loco per almeno altri trent’anni, significa condannare un quartiere, la sua aria, il suo suolo e le sue acque a un’emergenza ambientale permanente. La cartina di tornasole del danno all’ecosistema locale è rappresentata dal divieto di balneazione nel tratto “Ravagnese Sabbie Bianche”.
In questo contesto, il movimento La Strada pone da mesi con forza un tema politico e istituzionale rilevante: la necessità che il Comune di Reggio Calabria si costituisca parte civile nei procedimenti riguardanti eventuali responsabilità e danni arrecati alla collettività nella gestione del sistema depurativo di Ravagnese. È una richiesta che merita attenzione e che richiama il Comune al dovere di difendere concretamente gli interessi dei cittadini.
Per troppo tempo su Ravagnese si sono accumulati ritardi, inefficienze e mancanza di programmazione. Oggi serve invece un’azione trasparente e determinata, capace di fare piena luce sullo stato dell’impianto, sulle responsabilità pregresse e sugli interventi necessari per garantire alla cittadinanza un sistema di depurazione efficiente, rispettoso della dignità dei residenti e conforme alle norme relative alla distanza dagli insediamenti abitati.
La tutela dell’ambiente e della salute pubblica deve diventare una priorità amministrativa concreta. Reggio Calabria ha diritto a infrastrutture moderne, controlli rigorosi e a una pianificazione urbana che metta al centro il benessere delle persone e il futuro sostenibile del territorio.
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La Strada risponde all’iniziativa civica sul depuratore di Ravagnese: “Necessario trovare una diversa collocazione e rigenerare l’area”
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