“L’ondata di entusiasmo che sta accompagnando il nostro candidato Sindaco Francesco Cannizzaro, in questa apertura di campagna elettorale, sembra stia provocando profondi disordini dall’altra parte.
Prova ne è il livore espresso dal Sindaco più scarso della storia di Reggio, Giuseppe Falcomatà, nel suo ultimo post sui social, che vorrebbe apparire come un’analisi politica, ma di fatto è solo l’urlo disperato di chi vede franare sotto i piedi il proprio castello di bugie.
Falcomatà dovrebbe solo avere il buon senso di tacere: sentir parlare di ‘modelli’ e ‘risanamenti’ da chi ha tenuto in ostaggio Reggio per più di un decennio, riducendola all’ombra di se stessa, é semplicemente ridicolo”.
A dichiararlo in una nota i consiglieri comunali di Forza Italia al Comune di Reggio Calabria Federico Milia, Antonino Maiolino, Roberto Vizzari, Antonino Zimbalatti e Saverio Anghelone.
“Il Sindaco parla di un ‘noi’ e di un ‘loro’? É comprensibile: la mancanza di argomenti e di un programma per la città deve essere mascherata attraverso una campagna denigratoria dai toni sempre più grotteschi. Ma é assurdo che si cerchi ancora di agitare lo spauracchio del passato per giustificare il nulla cosmico del presente”.
“Come sempre l’ex Sindaco, abituato alla mediocrità, festeggia le vittorie a metà: cita Reggio ‘finalista’ come capitale della cultura, non vincitrice – prosegue la nota – cosa potevamo aspettarci da chi ha portato la città alle ultime posizioni in tutte le classifiche per qualità della vita?
Vantarsi degli asili nido o delle assunzioni è l’apice dell’ipocrisia, per un Sindaco che ha firmato incarichi a profusione per il proprio staff in questi anni”.
“Su una cosa però ha ragione Falcomatà: indietro non si torna. Non si torna indietro, per rivivere questi anni bui.
I reggini hanno già visto abbastanza. Il suo tempo è scaduto.
Si preparino, loro, a consegnare le chiavi di una città che hanno letteralmente messo in ginocchio.
Perché se Falcomatà avesse un briciolo di rispetto per Reggio e per i reggini, oggi farebbe solo una cosa: tacere”.
