“La libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono” - George Bernard Shaw
HomeCalabriaReggio CalabriaReggio: Marco Parisi si candida. Chi è l’avvocato-manager che con la sua...

Reggio: Marco Parisi si candida. Chi è l’avvocato-manager che con la sua famiglia ha denunciato la ‘Ndrangheta

In una società dove la paura non è più l’unica protagonista, ma una sfiducia profonda verso le istituzioni, la denuncia diventa un atto rivoluzionario. La sfiducia nella legge è così radicata che molti hanno smesso di sperare in un intervento esterno. È questo il tessuto che consente alla ‘ndrangheta di prosperare, non solo con la violenza, ma con l’invisibilità che il silenzio dei cittadini alimenta.

Eppure, ci sono ancora persone che non hanno smesso di combattere. Come Serenella Corrado e Martino Parisi, rispettivamente dirigente scolastico ed insegnante, con coraggio e determinazione, hanno deciso alcuni anni fa di denunciare. La loro scelta non è stata solo una questione personale, ma un atto di sfida nei confronti di un sistema che, da decenni, sembra impermeabile a qualsiasi forma di cambiamento. Serenella e Martino, insieme all’associazione “Pentakaris”, hanno cercato di portare la cultura, l’educazione e la musica in una città che da troppo tempo è preda della criminalità. La loro scuola di musica non è solo un’iniziativa educativa, ma un tentativo di riscatto sociale. Un segnale che la comunità ha percepito come rivoluzionario, perché porta con sé la speranza che la bellezza possa davvero sconfiggere la violenza. “Non ci siamo mai fatti sfiorare dall’idea di non denunciare” hanno detto tempo fa in un’intervista.

Marco Parisi, oggi candidato al consiglio comunale di Reggio Calabria, è figlio di quella famiglia. E, inevitabilmente, figlio di quei valori.

Avvocato e manager presso la Soseteg S.p.A., una delle aziende più importanti del territorio, padre e marito, attivo nel mondo associazionistico e nella vita pubblica e giovanile. La battaglia della sua famiglia non è stata senza sacrifici, lui per primo ha subito la violenza e la ferocia degli attentati attraverso i quali la ndrangheta si palesava dinnanzi ai suoi occhi. Lo stesso ha avuto il coraggio di affiancare il nobile gesto dei propri genitori, di deporre in tribunale dinnanzi ai suoi aguzzini e di essere veicolo, per tanti giovani, di una speranza autentica.

Qualche anno addietro, nell’ambito della sua esperienza ai vertici di un importante club service di rilevanza mondiale, rappresentando tanti giovani calabresi, è stato fautore del progetto ‘Testimoni di Speranza’ per mezzo del quale è riuscito a sensibilizzare tantissimi coetanei di tutta Italia non solo alla lotta alla ndrangheta ed alla criminalità organizzata ma soprattutto alle storie dei testimoni di giustizia troppo spesso, purtroppo, cadute nel dimenticatoio. Perché la mafia si nutre di omertà ma soprattutto dell’ostracismo con il quale vengono ‘confinate’ le persone che hanno il coraggio di denunciare.

Marco ha trovato le risposte giuste alla paura che, come si può facilmente immaginare, pervade la mente nei momenti in cui tutto sembra essere una minaccia: uno sguardo, un saluto, una parola. Le ha trovate nella giustizia, nello studio e soprattutto nel coraggio di essere una giovane e qualificata voce che urla contro un contesto che troppo spesso si nutre di omertà, silenzio e paura.

Non è un caso che l’iniziativa di denunciare sia considerata rivoluzionaria: è il simbolo di una lotta che inizia da una sola persona, ma che può, con il tempo, trasformarsi in un movimento. Un movimento che può finalmente portare il cambiamento in una terra che ha bisogno di riscatto e di speranza. Oggi, senza dubbio, Marco Parisi in seno al Consiglio Comunale di Reggio Calabria potrà portare questi valori.

Un lavoro avviato in una delle aziende più radicate in città, una famiglia, una vita sociale densa. Cosa l’ha spinta a schierarsi, per la prima volta, in politica?

Dire di scendere in campo per l’amore che si prova per la propria città è una risposta scontata giacchè tutti, spassionatamente, dovremmo essere innamorati di questo territorio e soprattutto averne rispetto. La vera esigenza che mi ha spinto ad accettare l’invito alla candidatura è la battaglia che da anni conduco a difesa di questa città, soprattutto a difesa delle persone perbene di questa città molte volte delegittimati e dequalificati da un atavico pregiudizio che caratterizza la nostra comunità. La prosecuzione di questo percorso di divulgazione e sensibilizzazione di valori civici e morali autentici in seno alla massima assise territoriale può – di certo –  assumere un’importante rilevanza.

E’ soprattutto una candidatura condivisa, considerato che la scelta è stata assunta di concerto con un gruppo – dapprima ristretto – di amici e professionisti i quali, a volte, forse anche più di me, hanno creduto che i tempi fossero maturi per promuovere un rinnovamento della classe dirigente. Difatti, insieme a loro, abbiamo creato un gruppo di studio ed approfondimento chiamato ‘Per Reggio: le nostre idee, per la nostra città.’ Oggi, siamo più di 50 professionisti tra medici, avvocati, imprenditori, notai, ingegneri, architetti ecc.. Abbiamo promosso incontri anche a cadenza settimanale per redigere un programma di idee serie, senza fantasticare troppo, soprattutto volte a trovare risposte qualificate ai problemi reali che attanagliano questa città.

L’elemento che ci contraddistingue è che abbiamo scelto di fare politica non per interesse personale – tutti abbiamo delle carriere abbastanza soddisfacenti – ma lo abbiamo fatto perché crediamo davvero che le competenze debbano accomodarsi su quegli scranni e non dei contenitori riempiti di consensi effimeri costruiti su promesse infondate o meri favori elettorali.

  • Perché il centrodestra, perché Reggio Futura?

Il mio più che uno schieramento ideologico è un affidamento fiduciario ad un percorso civico ma soprattutto ad una leadership politica di indubbia qualità. Di certo, avrei difficilmente accettato un invito alla candidatura proveniente da uno schieramento ‘’partitico’’.

  • Quali saranno i valori che animeranno la sua campagna elettorale ed eventualmente il suo mandato da consigliere?

Per quanto detto precedentemente i valori, alla luce della mia storia e della mia formazione, non possono che essere inerenti l’impegno volto a tenere lontano, per quanto direttamente possibile, ogni fenomeno subculturale da un luogo dove l’attenzione deve essere rivolta al raggiungimento del benessere dell’intera comunità. Pertanto, ritengo che un patto tra istituzioni volto alla vigilanza della formazione politica e delle proprie determinazioni possa corroborare un’edificante comunione di intenti, senza sfociare nell’ingerenza organica tra poteri ma al solo beneficio del corretto svolgimento dell’attività istituzionale ratione materiae. E’ fondamentale che la politica dialoghi, senza pregiudizi, con la classe produttiva locale (imprenditori, professionisti) al fine di convenire scelte strategiche utili ad integrare i moltiplicatori economici anche avvalendosi di strumenti che prevedano l’investimento congiunto pubblico-privato; ciò potrà cagionare la creazione di nuove iniziative imprenditoriali quindi di nuovi posti di lavoro. Soprattutto vi è l’esigenza che la politica ascolti ed inglobi nelle proprie determinazioni tutte le associazioni ed enti del terzo settore con scopi divulgativo-culturali, sociali, artistici etc. Conosco bene la difficoltà, al giorno d’oggi, di mantenere in vita un’associazione fatta di persone che dedicano del tempo – in forma spassionata – perché credono in qualcosa conformemente all’oggetto sociale che le rappresenta, pertanto, quelle attive, meritano indistintamente di sedersi ai tavoli del confronto istituzionale, indipendentemente se abbiano votato questo o quell’altro politico.

  • Un’idea o più idee (realizzabili) per la città in breve tempo?

Certamente nel breve tempo bisognerà risolvere le problematiche dalle quali dipende lo sviluppo della città stessa. I parametri socio-economici che abbiamo avuto modo di studiare ed attenzionare congiuntamente al gruppo di professionisti, restituiscono un quadro scoraggiante soprattutto sul piano dell’erogazione di servizi essenziali in cui la pubblica amministrazione risulta essere tutt’oggi deficitaria. Tralasciando il contesto sanitario rispetto al quale non si hanno ancora le deleghe per promuovere interventi volti al miglioramento strutturale della sanità locale, l’attenzione si è focalizzata su tematiche peculiari inerenti – tra le tante -l’approvvigionamento idrico, la transizione ecologica, il degrado urbano e la digitalizzazione della p.a. locale al fine di abbattere gli ostacoli che impediscono la trasparenza dei dati di certo interesse da parte della cittadinanza. Abbiamo cercato, in maniera qualificata, di strutturare delle strategie volte alla risoluzione di problemi partendo dall’analisi critica dei dati consultabili. Siamo giunti ad elaborare risposte concrete, unitamente all’individuazione di finanze cui l’ente potrà attingere per far fronte alla spesa necessaria. ‘’EfficientaReggio’’, ‘’Smart Citizen’’, ‘’Telecontrollo della rete idrica’’, Termovalorizzatore, una strategia di rigenerazione urbana indirizzata alla sostenibilità ed all’inclusione sociale, sono tra i tanti progetti che abbiamo elaborato e portato a completamento sotto tutti i profili soprattutto inerenti la fattibilità. In questa fase ritengo ultroneo spostare l’attenzione su grandi opere le quali, nel breve, non risolvono problematiche importanti. Di certo, l’investimento sulle infrastrutture è da programmare ma bisogna pensare soprattutto a garantire i servizi essenziali a tutti i cittadini attesa la mole di tributi locali che gli stessi corrispondono. Bisognerà, pertanto, nel breve periodo, concentrarsi per condurre Reggio al presente per poi guardare alla modernità, è un compito che deve assumere ogni cittadino e soprattutto la politica la quale, specialmente in questa città, ha l’obbligo di pensare alle nuove generazioni piuttosto che alle prossime elezioni.

Articoli Correlati