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Caro carburanti e costi alle stelle, continua la protesta in Calabria. Le categorie produttive in rivolta sulla 106: “Non ce la facciamo più”

Prosegue sulla Statale 106, a Davoli, nel Catanzarese, la protesta promossa da agricoltori, autotrasportatori, pescatori, boscaioli, allevatori e rappresentanti di altre categorie produttive. Il presidio, attivo da una settimana, andrà avanti almeno fino a domenica, ma gli organizzatori non escludono un ulteriore prolungamento della mobilitazione.

Al centro della protesta c’è il crescente costo della vita, con particolare riferimento all’aumento dei prezzi del carburante, delle materie prime, degli alimenti e delle utenze. Una situazione che, secondo i manifestanti, sta mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose attività economiche.

«Se la situazione non cambia entro fine anno sarò costretto a chiudere la mia azienda», racconta Saverio Rattà, agricoltore di Soverato, presente al presidio. «Il problema principale è il caro gasolio, diventato una spesa ingestibile, ma in generale c’è il caro vita, con l’aumento delle bollette. Anche al supermercato ormai, con 50 o 100 euro, non si porta più niente a casa perché tutto è aumentato».

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, sono almeno un centinaio le persone che partecipano attivamente al presidio di Davoli. Nelle scorse ore, un gruppo di manifestanti ha anche bruciato le tessere elettorali come gesto simbolico di protesta.

«Resteremo qui a oltranza. Dobbiamo capire se qualcuno ci aiuta, altrimenti saremo costretti a chiudere», ha concluso Rattà.

Il confronto con il prefetto

Sulla mobilitazione è intervenuto anche il prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, che ha ricevuto una delegazione dei manifestanti del presidio di Davoli.

Nel corso dell’incontro, il prefetto ha richiamato i rappresentanti della protesta alla necessità di mantenere «un forte senso di responsabilità», affinché le iniziative si svolgano nel pieno rispetto della legalità e senza ripercussioni sulla sicurezza e sulla regolare fruizione dei servizi da parte della collettività.

Di Nuzzo ha inoltre evidenziato come, secondo quanto riferito nella nota della Prefettura, l’azione del Governo abbia già prodotto alcuni risultati nella riduzione del costo dei carburanti. Il prefetto ha comunque raccolto le istanze avanzate dalla delegazione, assicurando che saranno trasmesse ai competenti livelli centrali.

Presidi attivi in Calabria

La protesta non riguarda soltanto Davoli. Restano infatti attivi altri presidi in Calabria, tra cui quelli di Spezzano e Firmo, ai quali partecipano agricoltori, autotrasportatori, commercianti e rappresentanti di altre categorie.

Il Movimento Popolare Nazionale, tra i promotori della mobilitazione, sottolinea che le ragioni della protesta vanno oltre il solo caro carburante. Anche lo sconto del 20% sui carburanti destinati al comparto agricolo e alla pesca viene giudicato dagli organizzatori insufficiente rispetto alle difficoltà denunciate dalle categorie produttive.

Per lunedì è inoltre prevista una manifestazione davanti alla Cittadella regionale, a Germaneto di Catanzaro. Gli organizzatori annunciano la partecipazione di autotrasportatori, trattoristi, agricoltori, commercianti, operatori dei mercati e rappresentanti del Comalca, il Consorzio Mercato Agroalimentare della Calabria.

La mobilitazione, secondo quanto annunciato dai promotori, proseguirà fino alla manifestazione nazionale del 10 ottobre a Cosenza, alla quale è prevista la partecipazione di rappresentanti provenienti da diverse regioni italiane.

Il presidio sulla Statale 106 si conferma così uno dei principali punti della protesta calabrese, con le categorie coinvolte che chiedono interventi concreti per fronteggiare l’aumento dei costi e scongiurare ulteriori difficoltà per imprese e lavoratori.

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