“Gli errori sono allegri, la verità è infernale” - Albert Camus
HomeCalcioReggina, contro l'Igea Virtus sarà già un match point: mai nessuno così...

Reggina, contro l’Igea Virtus sarà già un match point: mai nessuno così dominante in D

di Paolo Ficara – Risultato garantito sì, ma non pensavamo già a settembre. La Reggina è prima a punteggio pieno, nel girone I della Serie D. Zero gol al passivo: ad una difesa già forte, è stato aggiunto un altro bodyguard come Baldan dalla terza gara in poi. Sulle fasce, due inesauribili. A centrocampo, chiunque gioca lo fa dalla cattedra. E nel miglior attacco del campionato, le reti degli attaccanti sono 5 (Reis 2, Alma, Magrassi e Jallow) sulle 13 complessive.

Nel 2015/16, il Parma presieduto da Nevio Scala e con Luigi Apolloni in panchina, ossia una delle squadre più forti di sempre in Serie D, partì con quattro vittorie consecutive: 0-1 ad Arzignano, 2-1 alla Villafranca Veronese, 0-5 a Borgo San Lorenzo contro la Fortis e 2-0 all’AltoVicentino. Al quinto turno, arrivò uno 0-0 a Budrio contro il Mezzolara.

In termini di differenza reti, la Reggina ha già fatto qualcosina in più rispetto a quel Parma stellare. Domenica 27 settembre il destino vuole che al “Granillo” arrivi l’Igea Virtus, seconda a 10 punti. A pari merito con il Sambiase. Unica squadra, quella barcellonese, ad aver segnato quanto la Reggina: 13 reti.

Con due squadre capaci di cogliere tre vittorie ed un pareggio nelle prime quattro uscite, non si può dire che il campionato non presenti dei valori. Almeno fin qui. Ed il discorso vale anche per le avversarie affrontate finora. Le siciliane vittime di goleada a Reggio, sono le stesse che hanno poi tolto punti alla Nissa. Ossia, quella che a tutti gli effetti è la formazione meglio attrezzata. Dopo la Reggina, s’intende. Dopo il pareggio di otto giorni fa a Licata, ieri la formazione del presidente Giovannone è passata da 0-2 a 4-2 in quel di Avola. Esonerato il tecnico Di Gaetano.

Non sta semplicemente avvenendo ciò che avremmo desiderato tre anni fa. Questa Reggina ci sta ripagando di oltre 1000 giorni di amarezze, sceneggiate, urla, insulti, lotte intestine. Nonché le accuse di tenere alla Reggina meno di quanto non ci tenesse un tifoso del Catania. O di essere addirittura contro. Tutto ciò, per deviare costantemente l’attenzione dal focus principale.

Ognuno sarà libero di interpretare. E di voler etichettare il tutto come slogan politico. Ma queste prime quattro partite le ha vinte Cannizzaro.

A settembre 2023 bisognava prendere la decisione migliore possibile per la città, e di conseguenza per la Reggina. Ossia quella di mettere la squadra in mano al miglior imprenditore possibile. A costo di fermarsi un anno, per prendersi il tempo necessario. Invece è stata assunta la scelta peggiore possibile. In un contesto nel quale un imprenditore del livello di Lotito, non è stato neanche contattato.

Almeno, non nell’immediato.

La differenza tra oggi e quel settembre 2023, sta nel fatto che il pallino non era più nelle mani del sindaco. Non c’era un fallimento fresco, non bisognava ripassare da Palazzo San Giorgio per ottenere il titolo sportivo. Aveva ormai vinto le elezioni, Francesco Cannizzaro. I commenti che abbiamo raccolto in forma privata tra fine maggio ed inizio giugno, anche molto al di fuori delle mura cittadine, erano tutti dello stesso tenore: “Ora se ne fregherà della Reggina”.

La realtà può avere due facce, ma essere allo stesso tempo una sola. Quel che è accaduto, lo stiamo toccando con mano: il primo cittadino ha imposto la propria volontà, a costo di veder trascinata per le lunghe la trattativa per la compravendita societaria. Qualora se ne fosse davvero fregato, oggi ci ritroveremmo con “le solite facce, i soliti accordi” (cit. Jannacci) e magari con gente che ieri avrebbe fatto la sfilata con i pantaloni bianchi sulle pozzanghere. Prendendo il pallone in mano, per spiegare all’arbitro dove rimbalza e dove no.

La differenza è tutta quella che passa tra una minoranza complice e connivente che ha strepitato negli anni, per coprire e proteggere oltre ogni evidenza l’incapacità e la malafede precedente, contro una maggioranza che ha sofferto. Spesso in silenzio, proprio per evitare lo scontro con chi insulta per indole.

Domenica prossima arriva l’Igea Virtus, seconda in classifica. Squadra con dei valori, indiscussi. Il Sambiase avrà il derby contro la Vigor Lamezia, guidata da uno Jorge Vargas cui è stato dedicato un bel coro dai tifosi amaranto al “D’Ippolito”. E che è stato onesto, nel dichiarare che la Reggina è costruita per vincere a mani basse il torneo. Tra sei giorni c’è il primo match point per chiudere la contesa. E saremo ancora a settembre.

Articoli Correlati