L’associazione Voci di Pace APS di Spezzano Albanese ha portato in scena a Zagabria “Martesa”, la sua prima produzione di teatro musicale. Lo spettacolo è andato in scena domenica 18 ottobre al Centro per la cultura Histrionski dom, all’interno della quarta edizione delle Serate teatrali delle minoranze nazionali, la rassegna organizzata dalla Società drammatica albanese in Croazia “Mërgimtari” con il sostegno del Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia.
Per Voci di Pace si tratta di un terreno nuovo. Da anni l’associazione lavora sulla musica arbëreshe con il gruppo Drita Vox, con tournée e concerti in diverse regioni italiane e in Albania. Con “Martesa” la stessa formazione si è misurata per la prima volta con la recitazione, affiancata nella produzione dall’associazione “Maschera e Volto APS” di Rossano.
Lo spettacolo è liberamente tratto da “Il Carme nuziale” di Girolamo De Rada, componimento compreso nelle “Rapsodie d’un poema albanese”, pubblicate nel 1866 e ancora oggi testo di riferimento della letteratura arbëreshe. Al centro della scena c’è la vestizione della sposa, il rito in cui abiti, gesti e simboli custodiscono la memoria della comunità. Recitazione e canti della tradizione si alternano per circa trenta minuti e la musica fa da filo conduttore del racconto.
L’adattamento del testo e la regia sono di Imma Guarasci. L’adattamento e l’arrangiamento corale e musicale portano la firma di Emanuele Armentano, direttore artistico di Voci di Pace e direttore organizzativo della trasferta in Croazia. La direzione organizzativa di Maschera e Volto è affidata a Lucia Martino, insignita nel 2015 dal Presidente della Repubblica d’Albania del titolo di “Grande Maestro”.
Sette gli interpreti. Antonella Vitale è la sposa, Emanuele Armentano il cantastorie e lo sposo, Lucia Martino la madre della sposa. Emiliana Oriolo e Maria Antonietta Sposato interpretano la prima e la seconda amica della sposa, mentre Maria Teresa Vitale e Ivana Domanico la prima e la seconda amica pettegola.
«Per noi è stata un’esperienza entusiasmante», dichiara Ivana Domanico, presidente di Voci di Pace e tra le interpreti dello spettacolo. «Arriviamo dalla musica e ci siamo confrontati con una forma d’arte nuova, che ci ha arricchiti. Il merito è della regista Imma Guarasci, che in poco tempo è riuscita a portare in scena persone che non avevano mai recitato in un’opera teatrale. La musica ci ha aiutato molto, è il nostro terreno e ci ha reso più semplice affrontare un lavoro così complesso».
La rappresentazione ha avuto un’eco anche sul piano diplomatico. Le ambasciate della Repubblica d’Albania e della Repubblica del Kosovo in Croazia hanno pubblicato sulle proprie pagine ufficiali commenti positivi sullo spettacolo. Voci di Pace ha già avviato contatti con alcune realtà in Kosovo e in Albania in vista di nuove rappresentazioni.
