“La situazione è gravissima: in Calabria, Puglia, Campania e nel resto del Mezzogiorno si continua a manifestare a oltranza perché le soluzioni annunciate dal Ministero dei Trasporti non sono bastate. Non è bastato promettere il pagamento di quanto già previsto, né rinviare a interventi di cui non si conoscono tempi. Da Mongiana a Falerna, passando per Vazzano, da Campotenese, dal Crotonese al Pollino, famiglie, donne, uomini, imprese e lavoratori non ce la fanno più a sostenere il caro carburante. Questo fine settimana Futuro Nazionale è stato nei presìdi e ci ritornerà: queste persone non chiedono privilegi, chiedono solo di poter tornare a lavorare e vivere in modo sereno. In un Paese in cui l’80 per cento delle merci si muove su rete gommata era inevitabile che il rincaro ricadesse sulle filiere. E mentre aumenta il costo della produzione e aumenta il costo per l’utente finale, per il cittadino, per la massaia che si reca sugli scaffali, non aumentano i ricavi per chi produce, per chi mette le mani nella terra. Come mai questa discrepanza? Perché il pomodoro di Belmonte o la cipolla di Tropea vengono pagati al produttore X e poi finiscono sullo scaffale a dieci volte tanto? Chiediamo al Governo di richiamare la grande distribuzione per ridiscutere prezzi, intermediazioni e pratiche sleali. L’agricoltura non può restare in secondo piano. È comunità, famiglia, lavoro, identità e tutela del territorio: perdere un’azienda agricola significa perdere chi mantiene argini e canali, previene il dissesto e tiene in vita il made in Italy agroalimentare. Continuano inoltre a chiedere ai nostri agricoltori del Mezzogiorno di produrre sotto regole e costi europei, mentre nello stesso mercato si inserisce olio dal Nord Africa per accordi come il Mercosur, che servono a vendere qualche motore tedesco in più. Non si può parlare di sovranità alimentare in Italia e poi genuflettersi a Bruxelles, dove siedono esponenti del centrodestra come Fitto. A preoccupare ulteriormente è la notizia appena uscita: a causa della protesta degli autotrasportatori gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aerei, come certificato dal Notam di Enav. Queste persone non attendono solidarietà né comunicazioni su quanto già spetta loro: attendono dignità”.
Così il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Domenico Furgiuele, responsabile regionale in Calabria.
