Ritorna a Pallagorio, nel cuore dell’Arbëria crotonese, l’antico rito mascherato del martedì di Pasqua, una delle tradizioni più affascinanti e identitarie della comunità arbëreshe.
Un tempo simbolo di fratellanza tra i paesi arbëreshë del territorio, questa celebrazione rappresentava un momento di incontro e condivisione, scandito da canti tradizionali e dalle suggestive “vaghe”, in un’atmosfera carica di memoria e appartenenza. Secondo la tradizione, il rito potrebbe richiamare anche il ricordo di una celebre vittoria di Giorgio Skanderbeg.
Con l’avvento del cattolicesimo e il passaggio dal rito bizantino a quello latino, la festa del martedì ha assunto nel tempo una nuova connotazione religiosa, trasformandosi in una celebrazione dedicata a Sant’Antonio. Ancora oggi, durante i festeggiamenti, viene portato in processione il quadro del Santo; in passato erano le giovani donne nubili a trasportarlo, in un gesto simbolico legato al desiderio di matrimonio.
Accanto al rito mascherato, sopravvivono altre antiche tradizioni: il dondolio sull’altalena tra le querce e il pranzo comunitario all’ombra degli alberi della “Gardia”, luogo in cui sorge la chiesetta di Sant’Antonio, un tempo antico monastero basiliano.
In questo contesto, Fili Meridiani promuove e valorizza la memoria che cammina nel tempo, partecipando attivamente alla celebrazione: dalla Vagha ai canti antichi, fino al pranzo comunitario sotto le querce della Gardia, contribuendo a custodire e raccontare l’identità viva dell’Arbëria.
Un appuntamento che unisce storia, fede e comunità, e che continua a raccontare, attraverso i suoi riti, l’anima più profonda dell’Arbëria.
