smetta di essere una condizione permanente e diventi, finalmente, solo un ricordo. Un progetto condiviso, che non si accontenta di enunciare valori ma li mette in pratica — giorno per giorno, spazio per spazio, incontro per incontro.
Portarlo dentro ReStart 2 non è stato un gesto simbolico. È stato una scelta di campo. E il festival ha risposto: negli spazi aperti dell’Hub Casa della Cultura, davanti a oltre 4.000 persone provenienti da contesti diversi, si sono vissuti momenti autentici di incontro e integrazione, costruiti attraverso il linguaggio universale del corpo, della musica e del gioco. Momenti che non si organizzano, si creano — quando le condizioni sono quelle giuste e le persone si ritrovano a condividere uno stesso spazio senza barriere. ReStart ha scelto di essere uno di quei contesti. E ne è orgoglioso.
Le voci del progetto
A tirare le fila di un’edizione così intensa è il Direttore Artistico Francesco Molinaro: «ReStart, con questa seconda edizione, dimostra in modo ancora più chiaro di non essere un evento che si accende e si spegne, ma una piattaforma culturale e progettuale che genera continuità. In questi giorni abbiamo gettato le basi per strutturare una squadra ampia e multidisciplinare, composta da professionisti, creativi, mondo accademico, imprese e realtà del terzo settore, che a vario titolo hanno scelto di impegnarsi per il bene comune. Il valore più significativo è stato proprio nella capacità di mettere in relazione mondi diversi — dal nerd all’educativo, dal digitale al sociale — costruendo connessioni concrete e attivando collaborazioni che non si esauriscono qui. Stiamo già lavorando per animare l’Hub Casa della Cultura durante tutto l’anno, trasformandolo in un presidio stabile di produzione culturale e innovazione, che troverà nel festival il suo momento di restituzione pubblica. ReStart 3 sarà quindi un’evoluzione naturale di questo percorso: più strutturato, più esteso anche nella durata e ancora più capace di generare impatto reale sul territorio.»
Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Scaramuzzino, Vicepresidente di InRete Cooperativa Sociale e Direttore Scientifico di ReStart: «Con RESTART 2 si chiude la seconda edizione di un percorso che è diventato molto più di un progetto: un’esperienza concreta di partecipazione, cultura, cittadinanza attiva e innovazione sociale, capace di far incontrare giovani, scuole, associazioni, volontari, professionisti e cittadini attorno a un lavoro comune.
Il risultato più tangibile è l’attivazione dell’HUB Casa della Cultura, non come semplice spazio fisico, ma come luogo da costruire insieme ai giovani e al territorio: una comunità educante, una biblioteca transmediale, uno spazio di incontro, creatività, sport, progettazione e collaborazione.
RESTART 2 lascia relazioni rafforzate, nuove energie e fiducia tra soggetti diversi. Questa edizione si chiude, ma il lavoro continua: l’HUB diventa la base da cui ripartire per nuove progettualità e per accompagnare il cammino verso RESTART 3».
Chiude il quadro Vincenzo Morello, Presidente di Desme Digital, Special Partner di ReStart 2 con un ruolo di supporto tanto organizzativo quanto comunicativo: «ReStart è uno di quei progetti che ti convincono che fare le cose bene, anche al Sud, è possibile. Desme Digital ha scelto di esserci dall’inizio, con convinzione. Quello che abbiamo visto in questi due giorni — la qualità del programma, l’energia del pubblico, la coesione della squadra, e oltre un milione di visualizzazioni sui contenuti prodotti e distribuiti sui social — è la conferma che l’investimento aveva senso. Ci rivediamo a ReStart 3».
ReStart 3 è già un cantiere aperto
ReStart 2 si chiude con la consapevolezza di aver compiuto un passo avanti significativo: sul piano dei numeri, della qualità del programma, della solidità organizzativa e del riconoscimento territoriale. L’annuncio di ReStart 3, accolto dal pubblico con entusiasmo nella serata conclusiva, non è una promessa: è già un cantiere aperto.
ReStart 2 è stato promosso dalla Cooperativa Sociale InRete, in collaborazione con partner istituzionali, associazioni, scuole e realtà creative del territorio.
RESTART GAMEFEST 2026 è sostenuto dall’Avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale” – Linea 2 “Progetti Culturali” – Annualità 2026.
