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Accoglienza, legalità e diritti: per USB sul percorso di San Ferdinando occorre una regia condivisa

USB ha chiesto nuovamente alla Prefetta di Reggio Calabria la convocazione urgente di un confronto sul percorso annunciato di smantellamento dell’attuale insediamento di San Ferdinando che, secondo quanto comunicato nel corso del tavolo regionale sul contrasto al caporalato convocato dall’Assessora regionale Pasqualina Straface, dovrebbe partire già nei primi giorni di luglio.

Apprendere in una sede regionale che una decisione così delicata, destinata a incidere concretamente sulla vita delle persone oggi presenti nell’insediamento, era già stata condivisa in sede prefettizia, nonostante le richieste di confronto rimaste senza riscontro, pone una seria questione politica e democratica. Per questa ragione riteniamo non più rinviabile un confronto reale con le organizzazioni sindacali e con le realtà sociali che operano quotidianamente negli insediamenti del territorio.

USB non mette in discussione la necessità di superare condizioni abitative indegne, che denunciamo da anni. Quello che contestiamo con la stessa nettezza è l’idea che un passaggio di tale portata possa trasformarsi nell’ennesima operazione calata dall’alto, costruita attorno ad annunci, cronoprogrammi e rassicurazioni mediatiche, mentre continuano a mancare informazioni puntuali su come sia stato o verrà effettuato il censimento, con quali criteri verranno affrontate le diverse situazioni sociali, lavorative, sanitarie e documentali presenti, come verrà organizzata la distribuzione tra gli alloggi di Rosarno e il cosiddetto borgo sociale di Taurianova e, soprattutto, con quali tempi e modalità concrete si intenda governare una transizione che riguarda persone in carne e ossa, non numeri da spostare da una struttura all’altra.

Chi conosce la realtà degli insediamenti sa bene che, fuori dalla stagione agrumicola, la composizione sociale della tendopoli è articolata e complessa. Accanto a lavoratori che hanno ormai costruito sul territorio una presenza stabile, vi sono persone in attesa di rinnovo dei documenti o prive di una regolare condizione amministrativa, così come soggetti che vivono condizioni di forte marginalità sociale, dipendenze o fragilità psicologica. Pensare di affrontare questa realtà con un semplice sgombero o con un trasferimento amministrativo significherebbe ignorare criticità che da anni vengono rappresentate nei tavoli istituzionali senza trovare soluzioni strutturali.

Le rassicurazioni fornite in questi giorni sulla presenza di hub sociali, servizi o sistemi di videosorveglianza, così come l’annunciato progetto di “fattoria sociale”, non possono sostituire ciò che ancora manca: trasparenza, condivisione e partecipazione reale.

Anche le realtà che hanno dato vita al Patto Territoriale, molte delle quali operano stabilmente a fianco delle persone che vivono negli insediamenti e nelle campagne della Piana, stanno chiedendo – si legge nel comunicato stampa del sindacato – che qualsiasi percorso di superamento della tendopoli venga costruito insieme alle organizzazioni sindacali, al tessuto sociale del territorio e agli stessi soggetti direttamente coinvolti. Ignorare questo patrimonio di relazioni, conoscenze ed esperienza significherebbe riprodurre gli stessi errori che in questi anni hanno trasformato l’emergenza abitativa in uno strumento ordinario di gestione sociale.

Gestire male questa transizione non produrrebbe né inclusione né sicurezza, ma rischierebbe semplicemente di disperdere persone fragili sul territorio, spostando i problemi da un luogo all’altro senza risolverli, con ricadute concrete sull’intera comunità della Piana di Gioia Tauro.

Per queste ragioni USB ha chiesto formalmente alla Prefettura un incontro urgente e ribadisce la propria piena disponibilità a mettere a disposizione anche i propri delegati e la propria presenza organizzata sul territorio, affinché il superamento della tendopoli non si traduca in una semplice operazione di spostamento, ma in un percorso serio, responsabile e realmente sostenibile per le persone coinvolte e per l’intera comunità della Piana di Gioia Tauro.

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