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Carceri: si rinnova protocollo per una cultura della non violenza tra Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro e Associazione “Universo Minori”

Una sinergia importante si rinnova, quella tra la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro e l’Associazione Universo Minori, attraverso un protocollo operativo per diffondere tra i detenuti una cultura della non violenza. Ne parlano la direttrice del carcere Angela Paravati ed il presidente dell’associazione Universo Minori Rita Tulelli. “Da molti anni – spiega il direttore Paravati – la Casa Circondariale di Catanzaro e l’associazione culturale ‘Universo minori’ collaborano per la tutela del legame affettivo tra i detenuti e le famiglie, con particolare riferimento ai detenuti genitori di figli minori, con varie e diverse iniziative, principalmente tramite attività di volontariato. Adesso si intende estendere l’attività di collaborazione anche alla diffusione di una maggiore consapevolezza della necessità del rispetto delle donne e della prevenzione di ogni forma di violenza, che spesso, purtroppo, si verifica a livello domestico, anche tramite l’intervento di sostegno e ascolto psicologico delle persone ristrette.”

Per Rita Tulelli, ‘l’attività, iniziata a maggio, proseguirà fino a dicembre 2022 e si concretizzerà nello svolgimento di colloqui da parte delle due esperte Maria Teresa Villì e Perla Martino, che stimoleranno i detenuti ad una riflessione critica anche attraverso la lettura di testi e la visione di film: un trattamento intensificato cognitivo comportamentale nei confronti degli autori di reati contro le donne”. L’obiettivo, spiega una nota, “è favorire una presa di coscienza sugli atteggiamenti violenti, sulla subcultura della sopraffazione e sull’importanza della cultura della non violenza. Spesso chi finisce in carcere la violenza l’ha respirata fin da bambino, come modalità di imporsi e di difendersi, come un modo di comunicare: lo scopo del progetto è letteralmente far dimenticare questa ‘lingua’ e far apprendere nuovi linguaggi, attraverso percorsi di attenzione verso l’altro e di ‘riflessione’ quale momento che deve precedere l’azione, anticipandone mentalmente le possibili conseguenze”.

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