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Si aggiudicavano gare d’appalto con ribassi del 54%: i nomi degli arrestati nell’inchiesta “Scirocco” sui depuratori calabresi

Si aggiudicavano le gare d’appalto con ribassi consistenti, arrivati a toccare, in un caso, il 54%. Così facendo ottenevano la gestione dei depuratori ma senza disporre dei mezzi sufficienti per poterli gestire e senza rispettare quanto previsto dai capitolati d’appalto.

Inoltre le acque, non depurate, spesso “venivano sversate sul suolo o venivano immesse senza trattamento nei corpi ricettori”. Per questi motivi, nell’inchiesta “Scirocco”, sono stati arrestati Mario Minieri, di 62 anni, ritenuto gestore di fatto, amministratore sino al 25 gennaio 2022 e responsabile tecnico della società Minieri King Elettrica, gestore di fatto, amministratore sino al 1 dicembre 2021 della Mke Ecologistica srl e gestore di fatto della Minieri Holding srl; Giuseppe Minieri (35), socio ed amministratore di fatto e di diritto della Mke Holding; Saverio Minieri (33), socio della Mke Holding srl; Giuseppe Donatello Valentino (50), dipendente di Mke srl.

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Ai domiciliari sono andati Vincenzo Papalia; Ilario Serianni; Giuseppe Passafaro; Raffaele Passafaro; Antonietta Campisano Vescio; Gioacchino Rutigliano; Andrea Talarico; Davide Bartucca; Domenico Rosariano; Francesco Pungitore; Giuseppe Bongarzone; Ernesto Lento; Ruggero Vincenzo Talarico. L’obbligo di presentazione alla pg è stato notificato a Giovanni Passafaro.

Il gip Mario Santoemma ha inoltre disposto il sequestro delle società G&D Ecologica Spa con sede a Lamezia; della Minieri Holding Srl con sede a Roma, Minieri King Elettrica srl con sede a Caraffa, Minieri Ecologistica srl con sede a Roma. L’indagine è partita da una notizia di reato comunicata dall’Arpacal di Catanzaro dopo un accertamento, ad agosto 2020, all’impianto di depurazione di Soverato/Montepaone.

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L’ente regionale aveva notato gravi anomalie nella depurazione delle acqua. Immediatamente dopo i carabinieri avevano acquisito la documentazione sulll’impianto.

L’inchiesta si è poi estesa ai depuratori delle altre località e vi sono coinvolti anche anche alcuni tecnici comunali indagati in stato di libertà. Sono accusati, a vario titolo, di frode nelle pubbliche forniture, ovvero di frode nell’esecuzione del contratto di conduzione tecnico operativa e di manutenzione degli impianti di depurazione.

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