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Consorzi di Bonifica, Statti (Confagricoltura Calabria): “Fallito il progetto Coldiretti, sì a riforma, ma necessario confronto”

«Negli ultimi 20 anni i Consorzi di Bonifica in Calabria hanno avuto un preciso orientamento, a gestirli, (s)governarli e considerarli come una sorta di giardino di casa è stata la Coldiretti, che ancora oggi mantiene salda la presa sulla governance consortile.

In moltissime occasioni Confagricoltura ha denunciato un andazzo generale connotato da inefficienza e fatti più o meno gravi di malcostume.

Come dimenticare l’utilizzo di fondi dei Consorzi per garantire numeri e presenze a manifestazioni di parte ed autocelebrative, come non ricordare gli incarichi esterni lautamente pagati, l’occupazione “manu militari” di ogni attività consortile al solo fine di garantire consenso ai “gestori agricoli”, le assunzioni prive di ogni logica di sostenibilità economica e finanziaria, le squadre dei Consorzi usate quasi esclusivamente per la manutenzione o il restyling di villette o parchi comunali.

Denunce pubbliche che ci hanno anche portato, lo ricordiamo ai corti di memoria, a non partecipare alle elezioni consortili o, ad esempio, a sottolineare il fatto che alcune Commissioni tributarie provinciali fossero letteralmente seppellite sotto una mole di ricorsi per “tributi” consortili del tutto scollegati dalla realtà.

Nonostante i nostri ripetuti appelli la situazione lungi dal migliorare si è, invece, incancrenita.

I servizi alle aziende agricole sono pochi o quasi inesistenti, basta chiedere alle centinaia e centinaia di agricoltori che provvedono direttamente alla manutenzione di opere consortili.

Il contributo al governo del territorio poi è anche paradossale, lungi dal mitigare quello idrogeologico gli enti consortili hanno aggiunto a quello il loro di dissesto.

I fatti delle ultime settimane e degli ultimi giorni, dunque, non ci sorprendono, così come non ci meravigliano le dichiarazioni fatte o le iniziative assunte con una logica che sa molto di resa dei conti all’interno del gruppo, più o meno ampio, di persone che nell’ultimo ventennio ha (s)governato i Consorzi, portando al totale fallimento quello che era stato descritto come un progetto ambizioso.

Fallimento certificato, peraltro, dall’analisi compiuta e messa nero su bianco dalla sesta commissione del Consiglio Regionale.

La resa dei conti di questi ultimi giorni registra contrapposizioni ma anche una malcelata e comune visione, quella di “addebitare” alla Regione ciò che non va, uno sciocco quanto scontato scaricabarile che è in evidente contrasto con la natura dei Consorzi che è, per definizione, di

autogoverno.

Fin qui quello che ci auguriamo sia il passato. Ora è tempo di ragionare su un possibile futuro, magari partendo dall’esperienza di consorzi virtuosi.

Siamo d’accordo con la definizione di “carrozzoni” usata da Roberto Occhiuto ma siamo anche certi che il Presidente della Giunta Regionale sia pienamente consapevole del fatto che non sia possibile buttare, come si è soliti dire, il bambino e l’acqua sporca.

I Consorzi sono infatti essenziali per lo sviluppo ed il consolidamento di un sistema agricolo che sta dimostrando una straordinaria capacità di resistenza alla crisi ed un dinamismo certificato dai numeri; oggi l’immagine della Calabria veicolata dall’export è – nei fatti – affidata per buona parte alle nostre impareggiabili produzioni agroalimentari.

Enti consortili, dunque, essenziali sì ma bisognosi di una radicale e definitiva riforma che dovrà avvenire con la consapevolezza di ciò che è accaduto ma anche con la responsabilità di percorsi che abbiano nell’ascolto e nel confronto la cifra distintiva.

Confagricoltura è pronta a scelte di coraggio, di merito e di prospettiva.

Se i Consorzi devono essere, ed è giusto che lo siano, uno dei tasselli di una Calabria rinnovata, moderna ed efficiente, noi ci siamo».

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