“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla” - Gabriel Garcia Marquez
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All’AbaRc la storia dell’arte digitale italiana e i suoi massimi artisti pionieri: lo Studio Azzurro

Una due giorni intensa di studio ed approfondimento all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.  A 40 anni dalla nascita de “Il Nuotatore”, Studio Azzurro grazie alla disponibilità di Fabio Cirifino, ha organizzato un seminario di 12 ore, finalizzato alla conoscenza storica e, soprattutto, metodologica del collettivo di artisti.
All’evento, curato dai professori Matilde De Feo e Gennaro Venanzi, hanno partecipato il direttore dell’AbaRc Piero Sacchetti, il docente di Fenomenologia delle Arti Contemporanee Gabriele Romeo e gli studenti della Scuola.
Un  viaggio interessante e suggestivo sulle attività svolte dallo Studio Azzurro dagli anni ’80 fino alle produzioni pionieristiche dei videoambienti eseguite negli anni ’90. Un dibattito aperto tra docenti (sono intervenuti anche i professori Giuseppina De Marco e Marcello Francolini) e studenti sulla videoarte nata da forme complesse di ibridazione attraverso la declinazione innovativa del medium video, in un respiro internazionale caratterizzato dalle nuove estetiche emerse con la body art, l’arte ambientale, la musica sperimentale e le nuove forme di teatro e danza. In questo humus favorevole emerge il lavoro di Studio Azzurro con una forza innovativa e dirompente.
“Le giornate studio sono state per i nostri studenti, un momento di confronto con i docenti ma, anche, un’occasione per interagire con il territorio approfondendo la ricerca artistica videoambientale profusa come modello dell’eccellenza artistica nell’Italia degli anni ’80 sino a giungere alle più recenti esperienze di questi ultimi anni – afferma il direttore Sacchetti -. L’ Accademia di Belle Arti continua quel percorso di crescita atto a creare nei nostri allievi, capacità di innovare e generare conoscenze e soprattutto, quell’impatto sociale e culturale sulla città in termini di relazioni sinergiche”.
Pienamente concorde la docente De Feo che aggiunge: “Sono stati due giorni intensi sulla storia dell’arte digitale italiana e i suoi massimi artisti pionieri: lo Studio Azzurro di Milano. Un’occasione unica per gli studenti poter entrare nella storia e, soprattutto, nelle pratiche creative in una dimensione crossmediale che dal teatro si muove verso il cinema, i videoambienti e gli ambienti sensibili. Si è capito come nasce in Italia, l’arte interattiva e quella digitale, con quali metodi e contenuti, seguendo l’evoluzione dei diversi dispositivi disponibili”.
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