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La sezione reggina dell’Associazione Italiana Arbitri compie 90 anni. Versace: “L’Aia una famiglia ed una vera e propria scuola di vita”

Il vicesindaco metropolitano, Carmelo Versace, è intervenuto alla cerimonia per il 90° anno di fondazione della sezione reggina dell’Associazione italiana Arbitri. All’iniziativa era presente anche il consigliere comunale delegato allo Sport, Giovanni Latella, che si è detto «onorato di poter partecipare ad un vento così importante».

Nel salutare i presidenti nazionale, regionale e provinciale dell’Aia, Carlo Pacifici, Francesco Longo e Francesco Catona, il vicesindaco metropolitano ha proposto «la possibilità di organizzare, in sinergia, un progetto rivolto alle quinte classi dei 46 istituti scolastici della Città Metropolitana, attraverso il quale trasmettere l’immagine positiva e la rilevanza del ruolo degli arbitri che non sono solo gli attori che decidono, nel bene o nel male, le sorti di una partita». «Anzi – ha affermato Versace ricordando i suoi trascorsi in mezzo al campo da gioco quale direttore di gara – per me, la sezione reggina dell’Aia, è stata una famiglia ed una vera e propria scuola di vita».

«E’ con profondo orgoglio – ha detto Versace – che partecipo ad un evento così significativo per l’intero comprensorio metropolitano che, anche a livello nazionale, sta riuscendo a far emergere alcuni fra i migliori arbitri di calcio. Grazie all’Aia, mi porto dentro quei valori di legalità, giustizia e rispetto per il prossimo che mi hanno aiutato a crescere personalmente e professionalmente. Posso dire che, questa esperienza, è stata fondamentale per rendermi una persona migliore di quella che sarei potuta essere».

«L’augurio – ha concluso il vicesindaco metropolitano – è per il 90° anno della fondazione della sezione reggina che si celebra con due anni di ritardo per colpa della pandemia. Potremmo dire che ci sono voluti due anni di recupero, un’attesa che ha reso ancora più affascinante una festa che è, sicuramente, per i più giovani e per quanti si affacciano ad intraprendere questa splendida carriera. Sono loro, soprattutto, che devono sentire questo momento come un passaggio fondamentale per la loro crescita»
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