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Processo “Aemilia”, respinto ricorso ex procuratore Mescolini. Bernini: “Riaprire le indagini”

“Esiste una Giustizia terrena che con i suoi tempi talvolta lunghi, arriva. La sentenza del Tar, oltre che confermare nel merito una storica decisione dell’intera assemblea plenaria del massimo organo della Magistratura, conferma quello che già nel 2019 fissai nero su bianco nel mio libro in edicola ‘Storie di ordinaria ingiustizia’ e che poi Luca Palamara scrisse nel suo libro ‘Il Sistema’ a pag 132”. Così ha commentato Giovanni Paolo Bernini la notizia del Tar che respinge il ricorso dell’ex procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini. Bernini, esponente di Forza Italia a Parma, fu imputato nel processo ‘Aemilia’ dove le indagini furono coordinate da Mescolini. Accusato inizialmente di concorso esterno in associazione mafiosa e poi di voto di scambio politico-mafioso, è stato prosciolto in via definitiva con la dichiarazione di prescrizione del reato di corruzione elettorale ‘semplice’. Ha scritto un libro-denuncia, dove si dice vittima di “malagiustizia politica”. “Nulla sarebbe avvenuto se non ci fossero state quattro eroiche pubblici ministeri, semplici servitrici dello Stato nei Paesi normali, che con coraggio hanno adempiuto agli obblighi professionali. E pensare che quel Magistrato giurò sui propri figli che non conosceva Palamara. Ora – conclude Bernini – è evidente a tutti che va riaperto il filone delle collusioni politiche ed amministrative del Processo Aemilia. A fronte di centinaia di condanne e decine di milioni di euro confiscati, mi auguro che nessuno voglia far credere alla opinione pubblica che la ‘ndrangheta abbia ottenuto il radicamento e compiuto gli immensi affari criminali tra Reggio Emilia, Modena e Parma senza appoggi, da sola”

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