“Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza” - Luigi Pirandello
HomeCalabriaOperazione contro la 'ndrangheta in Calabria, Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna

Operazione contro la ‘ndrangheta in Calabria, Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna

Un’operazione congiunta condotta da Polizia di Stato e Direzione Investigativa Antimafia ha portato, nelle prime ore di oggi, all’esecuzione di sequestri patrimoniali in diverse zone d’Italia. Gli interventi, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna nell’ambito dell’indagine denominata “Bononia Gate”, hanno interessato Calabria, Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna, coinvolgendo oltre cinquanta investigatori.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti una residenza di lusso situata a San Felice Circeo, in provincia di Latina, e una società operante nella vendita di calzature. L’azienda, con sede legale nel capoluogo emiliano e punti commerciali presenti tra Lamezia Terme, Catanzaro e Vibo Valentia, è stata sequestrata insieme ai relativi beni aziendali: capannoni, attrezzature, conti bancari e partecipazioni societarie. Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo ammonta a diverse centinaia di migliaia di euro.

L’inchiesta rappresenta un ulteriore sviluppo delle attività investigative già avviate nei mesi scorsi. Nell’ottobre scorso erano state infatti eseguite otto misure cautelari nei confronti di soggetti calabresi accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, riciclaggio, bancarotta fraudolenta, truffa ai danni dello Stato, evasione fiscale e intestazione fittizia di patrimoni. Secondo gli investigatori, tali attività sarebbero state aggravate dal presunto sostegno alla cosca di ’ndrangheta dei Piromalli-Molé.

Gli approfondimenti successivi alle perquisizioni autunnali avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire il ruolo di uno dei presunti vertici dell’organizzazione, che avrebbe controllato l’impresa sequestrata utilizzando una prestanome. La società, secondo l’accusa, sarebbe stata alimentata con capitali provenienti da attività illecite successivamente reimpiegati nel circuito economico legale.

Fondamentale per gli sviluppi dell’indagine è stata l’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati durante le operazioni precedenti. Gli specialisti della DIA e della Squadra Mobile di Bologna hanno ricostruito movimenti finanziari, transazioni economiche e patrimoni riconducibili agli indagati e ai loro collaboratori.

Al termine degli accertamenti, tre persone sono state denunciate con accuse che comprendono trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio. Il giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto il sequestro dell’intero patrimonio aziendale, affidandone la gestione a un amministratore giudiziario nominato dal tribunale competente.

Articoli Correlati