Una commedia che fa sorridere, emoziona e alla fine lascia spazio alla speranza. Ma soprattutto uno spettacolo che si trasforma in un gesto concreto di vicinanza e sostegno. È questo il senso profondo dell’evento solidale che venerdì 22 maggio porterà al Teatro Comunale di Catanzaro la compagnia Teatro Hercules con lo spettacolo “Quel cuore che ti amava tanto”, diretta da Piero Procopio, promosso a sostegno della Comunità Terapeutica Villa Emilia del Centro Calabrese di Solidarietà ETS.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina proprio all’interno di Villa Emilia, luogo scelto non casualmente per raccontare il significato umano del progetto e gli obiettivi della raccolta fondi destinata alla realizzazione del “Parco della Relazione” e al recupero del campo sportivo interno della struttura.
Accanto alla presidente del Centro Calabrese di Solidarietà ETS, Isolina Mantelli, erano presenti il regista e attore Piero Procopio e i rappresentanti del Settore Fundraising Vittoria Scarpino, Katia Vitale e Nino Piterà, che hanno raccontato non soltanto il valore dell’evento, ma anche il percorso umano e relazionale che sta dietro l’iniziativa.
«Per me essere qui è un privilegio – ha spiegato Piero Procopio -. Quando si ha la possibilità di dare anche soltanto una piccola mano a una realtà come il Centro Calabrese di Solidarietà, che ogni giorno compie opere straordinarie, bisogna sentirsi grati. Questo spettacolo parla di famiglia, dignità, sofferenza e speranza. Racconta la storia di una giovane ragazza malata terminale e di una famiglia che prova ad affrontare il dolore dentro la normalità della vita quotidiana: le bollette da pagare, le cure, le difficoltà, le lacrime ma anche le risate».
Procopio ha spiegato come la commedia scelga volutamente una chiave inizialmente ironica e leggera «per accompagnare il pubblico dentro un racconto umano molto profondo». «A un certo punto – ha aggiunto – ognuno penserà inevitabilmente alla propria famiglia, ai propri affetti, alle persone care. Ma il messaggio finale resta un inno alla speranza e alla vita».
La presidente Isolina Mantelli, ha voluto sottolineare il valore della generosità e delle relazioni umane: «Mi meraviglia sempre la generosità delle persone e per fortuna che esiste. La presenza di Piero qui oggi è una forma bellissima di generosità. Questo spettacolo racconta una rinascita, ed è qualcosa che si adatta profondamente a ciò che viviamo ogni giorno qui dentro. Dalla sofferenza può nascere una nuova vita».
Mantelli ha poi spiegato concretamente quale sarà la destinazione della raccolta fondi: «Abbiamo bisogno di costruire spazi di relazione, luoghi nei quali i ragazzi possano stare insieme alle famiglie, agli educatori, possano incontrarsi e ritrovare serenità. E poi c’è il campetto di calcio. Può sembrare una cosa semplice, ma per questi ragazzi significa poter tornare a sorridere attraverso una partita, attraverso il gioco di squadra, interrompendo anche simbolicamente percorsi di dolore e isolamento».
Nel corso della conferenza stampa è emerso con forza anche il valore del lavoro di rete che il Centro sta costruendo attorno alle proprie attività sociali e terapeutiche.
Vittoria Scarpino, direttrice amministrativa del Centro, ha raccontato il coinvolgimento di un gruppo di studenti dell’Università della Calabria che ha curato la comunicazione grafica dell’evento: «Hanno realizzato la locandina e stanno lavorando anche alla comunicazione social. Ci hanno messo il cuore e vogliamo ringraziarli perché è bello vedere giovani talenti mettere le proprie competenze al servizio di un progetto sociale».
Katia Vitale ha invece evidenziato come proprio il confronto con gli studenti universitari abbia fatto emergere la necessità di parlare di più di dipendenze patologiche, violenza di genere e disagio sociale anche in contesti nei quali spesso questi temi restano invisibili: «Molti ragazzi ci hanno detto di non conoscere realmente i servizi che esistono sul territorio. Per questo crediamo sia importante costruire percorsi di informazione e sensibilizzazione continui».
Nino Piterà, ha voluto ribadire il senso autentico dell’attività di fundraising del Centro: «Noi non andiamo semplicemente a chiedere soldi. Il fundraising significa costruire relazioni, migliorare la qualità dei rapporti umani. È questo il vero obiettivo. Attraverso le relazioni possiamo rafforzare il gruppo, costruire possibilità nuove e permettere a tante persone di avvicinarsi e respirare il bene che nasce ogni giorno da questo luogo».
Lo stesso concetto è stato ripreso da Katia Vitale, che ha raccontato come il progetto del “Parco della Relazione” sia nato proprio da un confronto collettivo interno al gruppo fundraising: «Parlando insieme abbiamo immaginato gazebo, aree d’ombra, spazi per gli incontri con le famiglie, il ripristino del campo di calcio. È nato tutto dal desiderio di migliorare la qualità delle relazioni e degli spazi vissuti quotidianamente dai ragazzi».
In chiusura Vittoria Scarpino ha voluto ringraziare tutte le realtà che stanno sostenendo il percorso del Centro Calabrese di Solidarietà ETS e l’iniziativa del 22 maggio: Relish, McDonald’s, Artes Lucia Srl, Mascaro Security, 4erre Costruzioni e Montaggi, Ascensori Raco, Euro Service Talarico, Integra Consulenti di Direzione, Innovazioni e Servizi, Globe Office – Ufficio & Forniture di Pullano e Anpit (Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario) Catanzaro.
«Quella sera ci sarà anche una sorpresa che per ora non vogliamo svelare – ha detto sorridendo – ma possiamo dire che sarà un momento speciale, pensato per lasciare un segno nel cuore delle persone presenti».
«Ci sono aziende, club e persone che continuano a starci vicino sin dal primo evento e questo per noi significa tantissimo. Sentire una comunità che partecipa, sostiene e crede in ciò che facciamo è la dimostrazione che le relazioni costruite nel tempo hanno un valore autentico», ha detto ancora.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al Rotary Club Catanzaro e alla presidente Maria Vittoria Raschellà: «Hanno dato ai ragazzi la possibilità di essere presenti quella sera a teatro e questo ci emoziona molto. Quando realtà diverse si mettono insieme per costruire qualcosa di bello, le emozioni acquistano ancora più forza e diventano parte concreta di un percorso di speranza e condivisione».
La serata del 22 maggio unirà dunque teatro, solidarietà e partecipazione collettiva. Un’occasione nella quale il sorriso e l’emozione si trasformeranno in un aiuto concreto per i percorsi di cura, rinascita e reinserimento portati avanti ogni giorno dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS.
