“Sono la forza e la libertà che fanno gli uomini egregi. La debolezza e la schiavitù non hanno mai fatto altro che dei malvagi” - Jean Jacques Rousseau
HomeCalabriaCosenzaAsp di Cosenza, Rapani: "Paura negli uffici, servono subito controlli"

Asp di Cosenza, Rapani: “Paura negli uffici, servono subito controlli”

«Non si può più restare in silenzio davanti a episodi che stanno generando paura e tensione all’interno dell’Asp di Cosenza». È quanto sostiene il senatore Ernesto Rapani intervenendo sulla vicenda delle presunte aggressioni denunciate all’interno di alcuni uffici dell’azienda sanitaria provinciale.

Rapani richiama l’attenzione sul clima che si sarebbe creato negli ambienti di lavoro dopo le denunce già finite all’attenzione della magistratura e dopo il caso che ha coinvolto un alto dirigente aziendale.   «Sembrerebbe che, anche dopo quanto accaduto nei giorni scorsi, non siano state avviate iniziative concrete da parte dell’azienda sanitaria. È una situazione che merita attenzione immediata per evitare conseguenze ancora più gravi», afferma il senatore.

Nel suo intervento Rapani invita l’Asp di Cosenza ad adottare ogni misura utile a tutela dei lavoratori e del personale sanitario, chiedendo verifiche interne sui fatti denunciati e la valutazione di eventuali provvedimenti disciplinari qualora dovessero emergere responsabilità. «Occorre intervenire subito per garantire sicurezza nei luoghi di lavoro e serenità ai medici e ai dipendenti che operano quotidianamente al servizio dei cittadini», aggiunge.

Il parlamentare esprime inoltre fiducia nell’operato della Procura di Cosenza, che sta seguendo la vicenda attraverso gli accertamenti già avviati dopo le denunce presentate. Rapani manifesta anche perplessità per il silenzio mantenuto finora da parte delle organizzazioni sindacali sulla situazione denunciata all’interno dell’Asp. «I sindacati hanno il compito di tutelare i lavoratori e il personale sanitario. Per questo motivo sarebbe importante una presa di posizione chiara davanti a episodi così delicati», conclude il senatore.

Articoli Correlati