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Dal gioco nell’arte all’arte nel gioco: come l’estetica incontra il divertimento

Sia l’arte che il gioco sono due modalità di espressione del genio e della creatività umana. Forse questo ha permesso loro nel corso della storia di intrecciarsi innumerevoli volte.

 

Sono celebri le opere che si servono dei giochi per mettere in risalto l’una o l’altra caratteristica umana. Il più noto è sicuramente I bari di Caravaggio, poiché sulla scena, oltre alle carte, c’è la rappresentazione da un lato dell’inganno e della furbizia, mentre dall’altro dell’ingenuità umana.

 

Anche ne I giochi dei bambini di Pieter Bruegel la rappresentazione di ben 80 giochi interroga l’osservatore almeno su due punti, giacché i protagonisti sono bambini con sembianze di adulti, ma il loro approccio al gioco è tutt’altro che innocente e fanciullesco.

 

In altri casi, invece, l’arte nel gioco diventa più emblematica. Ne I giocatori di carte di Paul Cézanne, i personaggi hanno un animo a dir poco imperscrutabile. La partita diventa un punto di partenza per costruire visivamente una geometria equilibrata e spetta all’osservatore immaginare quel che accade oltre la forma visiva.

 

Insomma, l’arte si serve del gioco come metafora della vita e delle relazioni umane, ma anche per esplorare nuovi linguaggi visivi. Oggi però accade anche l’inverso e cioè è il mondo ludico ad attingere dall’arte, riprendendo tecniche materiali e stilistiche di quest’ultima. Pensiamo al videogioco Monument Valley che trae ispirazione dalle illusioni ottiche di Escher, ma anche ad Okami che fa dello stile pittorico giapponese la meccanica con la quale il giocatore interagisce con l’ambiente circostante.

 

L’arte entra anche nei giochi da tavola, con titoli come Canvas, ove si è chiamati a vestire i panni di artisti alle prese con la realizzazione di opere. In Kanagawa, in particolare, il giocatore impersona addirittura l’allievo del grande maestro Hokusai.

 

Oggi l’estetica visiva è più che mai collegata all’intrattenimento moderno anche in altre modalità. Molti puzzle digitali si basano sulla ricostruzione di opere artistiche. L’attenzione verso proporzioni, forme e palette cromatica è anche alla base della digitalizzazione di grandi passatempi del passato. Un’evoluzione che riguarda anche i tavoli di poker online dove la disposizione delle carte e delle fiches, le animazioni e le palette cromatiche contribuiscono a ricreare visivamente l’atmosfera del tavolo da gioco. In tutti questi esempi, il design non svolge soltanto una funzione decorativa, ma diventa parte integrante dell’esperienza ludica.

 

Dunque, l’arte e il gioco possono nutrirsi a vicenda in un rapporto di continua sperimentazione, regalando grandi sorprese a chi riesce a guardare oltre la superficie.

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