Arcigay Reggio Calabria esprime ferma condanna e profonda preoccupazione per la decisione della Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, di ritirare l’Autorità italiana dall’ENOC (European Network of Ombudspersons for Children), la Rete europea dei Garanti per l’infanzia e l’adolescenza, che riunisce le istituzioni indipendenti impegnate nella tutela e nella promozione dei diritti delle persone minorenni. Una decisione maturata in seguito alle divergenze su un documento dedicato ai diritti di bambine, bambini e adolescenti LGBTQIA+.
«È una scelta grave e allarmante, che rischia di trasformare la tutela dei diritti fondamentali in uno scontro ideologico. Chi ricopre un ruolo di garanzia ha il dovere di proteggere tutte le persone minorenni, senza discriminazioni legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere. Nessuna giovane persona dovrebbe sentirsi meno tutelata dalle istituzioni», dichiara Arcigay Reggio Calabria.
Una preoccupazione che assume un significato particolare in Calabria, dove il lavoro quotidiano del Centro Antidiscriminazione LGBT+ Calabria (CAD) evidenzia l’importanza di garantire spazi sicuri di ascolto, supporto psicologico, consulenza legale e contrasto alle discriminazioni.
«Attraverso il CAD LGBT Calabria conosciamo quanto possano essere difficili i percorsi di chi vive situazioni di isolamento, rifiuto familiare, bullismo e discriminazione. In territori dove chiedere aiuto può essere ancora più complicato, le istituzioni dovrebbero rafforzare le reti di protezione, non lanciare messaggi che rischiano di delegittimare i bisogni delle persone LGBTQIA+, soprattutto delle più giovani». L’uscita dall’ENOC rappresenta inoltre la rinuncia a un importante spazio europeo di confronto e cooperazione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, proprio mentre sarebbe necessario rafforzare le politiche di inclusione e prevenzione delle discriminazioni.
