Sei anni senza Jole Santelli. La Calabria ricorda oggi, 15 ottobre, la presidente della Regione scomparsa nel 2020, a soli 51 anni, nella sua abitazione di Cosenza. La sua morte, arrivata quando erano trascorsi appena otto mesi dall’inizio del mandato alla guida della Giunta regionale, segnò profondamente la vita politica calabrese e nazionale.
Avvocata e parlamentare di lungo corso, Santelli aveva scritto una pagina significativa nella storia istituzionale della regione, diventando la prima donna eletta alla presidenza della Calabria. Una vittoria arrivata alle elezioni del 26 gennaio 2020, quando la candidata del centrodestra conquistò oltre il 55% dei consensi, assumendo la guida di un territorio alle prese con problemi strutturali, a partire dalla sanità, dal lavoro e dalla necessità di rafforzare le opportunità di sviluppo.
La notizia della sua scomparsa, il 15 ottobre 2020, colse di sorpresa il mondo politico. Nonostante la malattia con cui conviveva da tempo, Santelli aveva continuato a svolgere la propria attività istituzionale, mantenendo gli impegni politici fino alla vigilia della morte.
Nata a Cosenza il 28 dicembre 1968, Santelli aveva costruito gran parte della propria carriera politica a Roma. Eletta per la prima volta alla Camera dei deputati nel 2001, aveva ricoperto l’incarico di sottosegretaria alla Giustizia nei governi Berlusconi II e III, dal 2001 al 2006. Nel 2013 era tornata a far parte dell’esecutivo nazionale come sottosegretaria al Lavoro e alle Politiche sociali nel governo guidato da Enrico Letta.
Esponente di Forza Italia, aveva successivamente rafforzato il proprio legame amministrativo con la città d’origine, ricoprendo anche il ruolo di vicesindaca di Cosenza. Alla fine del 2019 era arrivata la candidatura alla presidenza della Regione, sostenuta dalla coalizione di centrodestra, e poche settimane dopo il successo elettorale.
Il suo insediamento aveva rappresentato una novità nella storia politica calabrese. Ma il percorso amministrativo si sarebbe interrotto bruscamente, impedendo alla presidente di portare a compimento il programma con cui aveva chiesto la fiducia degli elettori.
I mesi alla guida della Regione coincisero con una delle fasi più difficili per le istituzioni italiane: l’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19. Santelli si trovò ad affrontare una situazione straordinaria, con le conseguenze sanitarie, economiche e sociali delle restrizioni e la necessità di organizzare la risposta regionale.
Il suo mandato, breve ma collocato in un passaggio storico eccezionale, resta legato anche al confronto con il Governo nazionale sulle misure da adottare per contenere la diffusione del virus e tutelare la popolazione calabrese.
La sua esperienza alla Cittadella regionale non ebbe il tempo di svilupparsi lungo un’intera legislatura. La morte determinò la fine anticipata del mandato e aprì una nuova fase istituzionale per la Calabria, che sarebbe tornata alle urne nel gennaio 2021.
Ci sono persone “che lasciano un segno che il tempo non puo’ cancellare. Jole Santelli e’ stata una di queste. A sei anni dalla sua prematura scomparsa, ricordiamo una donna straordinaria, una combattente tenace, che ha fatto della passione politica e dell’amore per la propria terra una ragione di vita. Jole ha incarnato i valori piu’ autentici di Forza Italia: la liberta’, il moderatismo, il riformismo e quella concezione della politica come servizio alle persone che Silvio Berlusconi ci ha insegnato e che continua a guidare il nostro impegno. Prima donna alla guida della regione Calabria, ha saputo restituire alla sua terra l’orgoglio e la consapevolezza di poter essere protagonista del proprio futuro”. Lo afferma il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.
