Continua a tenere banco a Reggio Calabria la questione della qualità dei pasti serviti nelle mense scolastiche comunali, dopo le segnalazioni di alcuni genitori su presunte criticità nella refezione. Il sindaco Francesco Cannizzaro ha annunciato l’intenzione di proseguire con i controlli a sorpresa negli istituti cittadini, coinvolgendo anche i consiglieri comunali di maggioranza. Un’iniziativa che ha suscitato le critiche del consigliere comunale Carmelo Romeo, secondo il quale la verifica della qualità dei pasti deve essere affidata a organismi tecnici competenti e svolta con procedure documentate.
Cannizzaro ha affrontato la questione anche nel corso di una riunione con i consiglieri comunali, dopo essersi recato giovedì scorso in una scuola del centro città, dove ha pranzato insieme agli alunni e agli insegnanti. Una visita che il primo cittadino ha definito, con una precisazione, «ispettiva» e che rappresenta, nelle sue intenzioni, soltanto l’inizio di un’attività di monitoraggio più ampia.
«Abbiamo pensato stamattina con i colleghi di definirci in questo frangente “consiglieri ispettori”, perché andremo in ogni singola struttura scolastica, nessuna esclusa, a monitorare la qualità del cibo somministrato ai nostri bambini nel servizio di refezione scolastica», ha spiegato Cannizzaro in un video pubblicato sui propri canali social.
Il sindaco ha assicurato che le verifiche proseguiranno senza preavviso e senza interruzioni, fino a quando non sarà accertato, secondo quanto dichiarato, che il cibo servito nelle scuole comunali sia di prima qualità.
Di segno critico l’intervento di Carmelo Romeo, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di distinguere le iniziative di verifica degli amministratori dai controlli tecnici previsti per il servizio. «Le mense scolastiche sono un servizio essenziale per migliaia di famiglie reggine e meritano serietà, competenza e controlli rigorosi. Non meritano di trasformarsi in un palcoscenico per video e selfie da pubblicare sui social», ha dichiarato il consigliere.
Romeo ha contestato le modalità con cui sono state documentate alcune visite, facendo riferimento ai video diffusi dalla maggioranza e agli assaggi dei pasti davanti alle telecamere. «La qualità di un pasto per bambini non si misura con un assaggio e una battuta davanti alla telecamera», ha sottolineato, evidenziando che la valutazione deve tenere conto di diversi parametri, tra cui qualità degli alimenti, valori nutrizionali e temperature di conservazione e somministrazione.
Per il consigliere, dunque, le visite del sindaco e dei rappresentanti politici non possono sostituire le verifiche degli organismi preposti. Romeo ha ricordato il ruolo della Commissione mensa, il cui regolamento è stato aggiornato dal Consiglio comunale nel settembre 2024 e che, secondo quanto riferito, prevede la presenza di un tecnologo alimentare indicato dall’Università Mediterranea e di un biologo nutrizionista individuato dall’Asp.
«È questo l’organismo che deve valutare il servizio, con metodo e con verbali, insieme al rispetto del capitolato vigente», ha affermato Romeo, chiedendo che la Commissione sia messa nelle condizioni di operare con continuità e che gli esiti delle verifiche siano resi pubblici alle famiglie.
Un altro punto riguarda il menù che l’amministrazione attende dall’Asp. Il consigliere ha giudicato importante il lavoro sui parametri nutrizionali, sulle grammature e sulla stagionalità degli alimenti, ma ha precisato che l’approvazione del menù rappresenta soltanto il punto di partenza. Occorre, a suo avviso, verificare che i pasti effettivamente serviti corrispondano alle previsioni, che le porzioni rispettino le grammature stabilite, che le materie prime abbiano le caratteristiche richieste e che il cibo arrivi a una temperatura adeguata anche negli istituti in cui il servizio si articola su più turni.
Da qui la richiesta di controlli periodici, imparziali e documentati sulla corrispondenza tra menù, capitolato e alimenti distribuiti agli alunni.
Romeo ha inoltre sollevato dubbi sul rispetto delle norme igienico-sanitarie durante alcune delle visite riprese nei video pubblicati dagli amministratori. Secondo il consigliere, nelle immagini si vedrebbero assaggi effettuati direttamente dai vassoi e comportamenti che, a suo giudizio, non rispetterebbero le precauzioni richieste al personale addetto alla distribuzione dei pasti, come l’utilizzo di cuffie e guanti.
«È paradossale che chi dichiara di voler tutelare la salute dei bambini sia il primo a non rispettare le regole minime che si pretendono, giustamente, dal personale», ha affermato, chiedendo coerenza tra le prescrizioni imposte agli operatori e i comportamenti tenuti durante le ispezioni.
Il consigliere ha infine ribadito che la questione deve essere affrontata al di là delle contrapposizioni politiche. «Le famiglie chiedono pasti adeguati, caldi e sicuri, non contenuti per i social», ha concluso, assicurando che continuerà a raccogliere le segnalazioni di genitori e personale scolastico per portarle nelle sedi istituzionali e chiedere risposte concrete.
