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“Liberi di scegliere”, già 200 giovani coinvolti nel progetto contro le mafie

Sono circa 200 i giovani che hanno già beneficiato del progetto “Liberi di scegliere”, nato da un’intuizione di Roberto Di Bella, attuale presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, e oggi diventato legge dello Stato. Il dato è emerso durante un incontro con gli studenti dell’istituto “Antonio Bruno”, promosso dal Comune di Biancavilla, al quale hanno partecipato lo stesso magistrato e Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia.

Secondo una prima stima, la nuova legge potrebbe contribuire a sottrarre alle organizzazioni mafiose circa 400 minorenni, offrendo loro la possibilità di costruire un futuro lontano dalla criminalità.

«Questo vuol dire 400 possibili leve della criminalità organizzata che tornano nelle mani amorevoli dello Stato», ha dichiarato Colosimo, sottolineando il valore del provvedimento anche per territori particolarmente esposti alla presenza mafiosa, come la Sicilia, la Campania e la Calabria. «Significa dire che lo Stato c’è e che battere la criminalità organizzata è possibile».

La presidente dell’Antimafia ha inoltre spiegato che sono già in corso le attività per individuare i primi beneficiari della legge. Si sta lavorando agli elenchi relativi ai provvedimenti emessi dai tribunali prima dell’entrata in vigore della norma e stanno arrivando le prime richieste da parte degli uffici giudiziari che hanno iniziato a occuparsi dei nuovi casi.

A confermare l’importanza del percorso è stato Di Bella, che ha raccontato come, a Catania, anche l’intervento sui nipoti abbia contribuito al pentimento di un boss di alto livello. Il magistrato ha riferito inoltre che persino detenuti sottoposti al regime del 41 bis stanno incoraggiando il progetto.

«Offriamo a queste persone un’opportunità di salvezza per i loro figli. Tocchiamo quello che forse è il sentimento più autentico dell’umanità: l’amore», ha spiegato Di Bella.

Il progetto non si basa esclusivamente sull’allontanamento dei minori dai contesti familiari mafiosi, misura riservata alle situazioni più estreme, ma punta soprattutto sul recupero e sull’accompagnamento educativo. Gli interventi prevedono il ritorno a scuola, percorsi di educazione alla legalità e il coinvolgimento delle madri, quando possibile, in un lavoro di sostegno all’intero nucleo familiare.

Educatori, psicologi e psicoterapeuti affiancano le famiglie per offrire ai ragazzi alternative concrete alla criminalità e interrompere la trasmissione generazionale dei modelli mafiosi. L’obiettivo di “Liberi di scegliere” è proprio questo: garantire ai più giovani la possibilità di sottrarsi a un destino imposto dal contesto in cui sono nati e crescere nella legalità.

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