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Ambiente e territorio, intensa giornata di lavori in IV Commissione. Ferrari: “Ascolto e approfondimento per costruire norme efficaci e condivise”

Una giornata intensa di lavoro, quattro proposte di legge all’ordine del giorno e un metodo fondato sull’approfondimento tecnico, sul confronto istituzionale e sull’ascolto delle realtà territoriali. La IV Commissione consiliare “Ambiente e Territorio”, presieduta da Sergio Ferrari, ha dedicato la seduta odierna a temi strategici per il futuro della Calabria: dalla valorizzazione della rete escursionistica alla tutela del patrimonio geologico, dall’istituzione della Riserva naturale regionale del Cropa alle politiche per la montagna calabrese.

Un’attività istruttoria che ha coinvolto i rappresentanti dei parchi, il Club Alpino Italiano, l’Associazione Nazionale Libera Caccia sezione di Crotone e gli uffici regionali, con l’obiettivo di raccogliere contributi utili a migliorare i testi legislativi e favorirne l’effettiva attuazione. «Il valore di una legge regionale si misura anche dalla sua capacità di mettere in relazione le esperienze già esistenti, valorizzando ciò che funziona e costruendo un quadro unitario», è il principio richiamato da Ferrari nel corso dei lavori, in un’impostazione che punta a coniugare tutela ambientale, valorizzazione delle risorse e sviluppo sostenibile.

Il confronto più articolato ha riguardato la proposta di legge n. 37/13, dedicata alla disciplina delle attività escursionistiche e all’istituzione della Rete escursionistica e dei sentieri della Calabria. La proposta mira a dare una cornice organica a un patrimonio diffuso tra montagne, borghi, aree interne e territori di grande pregio naturalistico. Tra gli obiettivi figurano la conoscenza e la classificazione dei percorsi, l’istituzione di un catasto dei sentieri e il miglioramento della segnaletica, della manutenzione e delle condizioni di sicurezza.

Nel corso delle audizioni, i rappresentanti dei parchi nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte, del Parco regionale delle Serre e il presidente del CAI Calabria, hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando l’importanza di disporre finalmente di un riferimento normativo regionale. Dalle esperienze illustrate è emerso il valore dei sentieri non soltanto per il turismo e la fruizione della montagna, ma anche come strumenti di presidio del territorio, di conoscenza del patrimonio naturale e di prevenzione di attività illegali.

Nel corso del confronto è emersa anche la proposta, avanzata da operatori del settore, di ampliare la prospettiva della rete escursionistica regionale, valorizzando, accanto ai percorsi terrestri, anche le potenzialità dell’escursionismo marino e fluviale. Alla luce delle osservazioni raccolte, la Commissione ha rinviato il punto per proseguire l’approfondimento del testo.

La seduta ha affrontato anche la proposta di legge n. 74/13 che interviene sulla legge regionale n. 22 del 2023 in materia di aree protette e biodiversità, con l’obiettivo di rafforzare la tutela e la valorizzazione della geodiversità calabrese. Tra gli elementi qualificanti figura la previsione di un Catasto regionale dei geositi, strumento destinato a organizzare e rendere consultabili le informazioni sulle emergenze del patrimonio geologico.

Al centro dell’attenzione, per il rilievo ambientale e territoriale, la proposta di legge n. 92/13, presentata dallo stesso Ferrari per istituire la Riserva naturale regionale del Cropa, nel territorio di Petilia Policastro. Il presidente ha ribadito l’importanza di accompagnare la tutela di un’area di valore naturalistico, paesaggistico e storico-antropologico con un confronto aperto con chi vive e conosce quei luoghi, affinché l’istituzione della riserva non sia percepita come una decisione calata dall’alto, ma come un progetto solido e condiviso.

L’audizione dell’architetto Vincenzo Renda, rappresentante della segreteria provinciale di Crotone dell’Associazione Nazionale Libera Caccia, ha portato all’attenzione della Commissione le preoccupazioni del mondo venatorio per i danni provocati dalla presenza degli ungulati, soprattutto dei cinghiali, e la richiesta di valutare deroghe all’esercizio dell’attività venatoria. Sul tema è intervenuto il dott. Aramini, Dirigente del settore Parchi della Regione Calabria che ha riconosciuto la gravità della problematica e richiamato la possibilità di ricorrere agli strumenti di contenimento previsti dalla normativa, anche all’interno dei parchi attraverso specifici piani di intervento.

Il Dirigente ha inoltre precisato il rapporto tra conservazione della biodiversità e gestione della fauna selvatica.

Ferrari ha disposto il rinvio del punto per organizzare un ulteriore momento di ascolto, aperto a tutti i soggetti interessati. Una scelta coerente – si legge ancora nel comunicato stampa –con l’impostazione del presidente, che punta a consolidare il testo attraverso un confronto trasparente e un’istruttoria attenta alle questioni tecniche, giuridiche e territoriali.

L’ultimo punto all’ordine del giorno ha riguardato la proposta di legge n. 122/13, recante disposizioni in materia di tutela, valorizzazione e sviluppo della montagna calabrese, per la quale la IV Commissione era chiamata a esprimere il parere previsto dall’articolo 66, comma 2, del Regolamento interno, limitatamente ai profili di propria competenza, punto rinviato per consentire alla Commissione di disporre degli elementi istruttori necessari alla valutazione.

La seduta conferma il ruolo della IV Commissione come sede di approfondimento e raccordo tra indirizzo legislativo, competenze amministrative ed esperienze maturate sul territorio. Per Ferrari, il lavoro sulle proposte ambientali e territoriali richiede un metodo rigoroso e partecipato: ascoltare gli interlocutori, verificare la coerenza dei testi con il quadro normativo e raccogliere osservazioni concrete prima di proseguire nell’esame. Una linea che mira a tradurre la tutela del patrimonio naturale e paesaggistico calabrese in strumenti normativi chiari, condivisi e realmente attuabili.

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