“Pieno sostegno agli agricoltori calabresi e siciliani che stanno protestando contro il caro carburante e l’aumento dei costi di produzione. La loro è una battaglia legittima, che porteremo anche in Parlamento. Mentre chi lavora la terra non riesce più a sostenere i costi di un trattore, il Governo e la maggioranza concentrano l’attenzione sulla legge elettorale. Le priorità degli italiani sono altre: lavoro, bollette, carburanti, spesa quotidiana e sopravvivenza delle imprese. La stessa contraddizione riguarda l’Europa. Si trovano margini di bilancio per aumentare le spese militari, mentre su sanità, scuola, infrastrutture, trasporti e sostegno alle imprese tornano vincoli e rigidità. È un’impostazione che contestiamo. Gli agricoltori del Mezzogiorno sono inoltre schiacciati da costi di produzione elevati e da dinamiche commerciali europee che non sempre tutelano le peculiarità delle nostre produzioni, a partire dal settore olivicolo. Continuare a destinare risorse alla guerra in Ucraina, mentre famiglie e imprese affrontano costi energetici pesantissimi, è una scelta politica che non condividiamo. Bisogna lavorare per la pace e per riportare il costo dell’energia a livelli sostenibili, valutando nell’interesse nazionale anche la possibilità di tornare ad approvvigionarsi di gas russo. Non bastano interventi temporanei o iniziative dei privati. Servono misure strutturali sul gasolio agricolo, sull’energia, sulla fiscalità e sui costi di produzione. Quando un agricoltore non può più permettersi di accendere il trattore, il problema riguarda tutti. Il Governo ascolti quelle piazze e cambi priorità: prima chi lavora, chi produce e chi tiene in piedi l’economia reale del Paese”.
Così il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Domenico Furgiuele, responsabile regionale in Calabria.
