«I costi sono troppo elevati e i prezzi dei nostri prodotti troppo bassi. La situazione è drammatica e mai vista prima». Con queste parole il Presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha aperto l’assemblea plenaria svoltasi a Crotone sotto il manifesto programmatico “Terra Calabra: dignità, sovranità, futuro”. Dall’incontro calabrese parte un grido d’allarme rosso diretto al Governo italiano e alle istituzioni europee: gli agricoltori sono stremati e dichiarano lo stato di agitazione permanente.
A far esplodere la crisi è una forbice insostenibile tra l’impennata dei fattori produttivi e il crollo dei prezzi corrisposti alla produzione, aggravata dagli effetti del cambiamento climatico che ha decimato le rese nei campi. Una condizione che costringe le aziende a lavorare costantemente al di sotto dei costi di produzione.
Ai saluti dei Sindaci e degli Amministratori presenti, si sono avvicendati numerosi altri interventi, tra cui quello della Consigliera regionale Elisabetta Barbuto e anche di agricoltori non associati, compreso quello di uno studente dell’Istituto Agrario di Cosenza.
La denuncia contro le speculazioni energetiche
Il Presidente regionale di Cia Calabria, Nicodemo Podella, ha puntato duramente il dito contro i profitti record delle multinazionali dell’energia: «Coperte dall’alibi delle guerre, le grandi aziende energetiche stanno facendo profitti enormi e il prezzo del gasolio agricolo è alle stelle. Credo sia arrivato il momento che anche noi agricoltori facciamo utili, almeno per consentire alle nostre famiglie di vivere».
Le richieste urgenti a Governo e Unione Europea
Per evitare il collasso del sistema e il conseguente abbandono delle terre – che colpirebbe in primis il Mezzogiorno e le aree interne – Cia-Agricoltori Italiani chiede misure straordinarie, emergenziali e strutturali:
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Prezzo minimo garantito: Introduzione immediata di prezzi minimi basati sui costi reali rilevati dall’Ismea e sanzioni severe contro le pratiche sleali lungo la filiera.
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Fisco e carburanti: Reintroduzione immediata del credito d’imposta sul gasolio agricolo per contrastare i rincari ingiustificati.
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Reciprocità e tutele PAC: Stop alle importazioni extra-UE da Paesi che utilizzano pesticidi vietati in Europa o che sfruttano la manodopera. Cia esige il rispetto del principio di reciprocità negli scambi commerciali.
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Tracciabilità e Made in Italy: Più controlli per fare emergere le frodi. Lo slogan della mobilitazione è chiaro: “Se non è coltivato qui, non è Made in Italy”.
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Emergenza fauna selvatica e suolo: Interventi decisi per la difesa del suolo agricolo e per il contenimento dei cinghiali e della fauna selvatica.
«L’agricoltura deve rimanere centrale perché produce cibo, sostiene l’economia e garantisce la tenuta sociale e ambientale dei territori – ha concluso il Presidente nazionale Cristiano Fini. Ci chiedono sicurezza, sostenibilità e innovazione, ma per farlo servono risorse e un reddito dignitoso. Noi non ci rassegneremo».
