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A Castrovillari nuove repliche per “Jennu brigannu – Storie di briganti calabresi”

Uno spettacolo che ha visto più versioni e tante rappresentazioni, in Italia e all’estero. Un cavallo di battaglia per Ernesto Orrico e Manolo Muoio, convincenti interpreti di una narrazione tra il serio e il faceto che alterna grandi temi – dalla storia dell’unità d’Italia e il fenomeno del brigantaggio, caratteristico del territorio calabrese – alle cronache locali infarcite di commenti sagaci, in un’atmosfera popolare ma veritiera.

Torna in scena “Jennu brigannu – Storie di briganti calabresi” con due repliche sabato 26 settembre alle 19 e domenica 27 settembre alle 18 – al teatro Chimera di Castrovillari (Cs) nell’ambito della rassegna di teatro, musica e danza “ImPollino”.

Un testo scritto vent’anni fa da Vincenza Costantino, drammaturga e studiosa di teatro, che tuttavia non perde spontaneità nel suo alternare la storia ufficiale alla “voce di popolo”, con incursioni nella contemporaneità e nella cronaca odierna.

Il racconto dispiega così una storia frammentata e contraddittoria, che si sviluppa parallelamente a quella ufficiale e alle vicende della Calabria contemporanea. Il dialogo fra passato e presente è continuo, la cronologia netta degli eventi cede il passo alla poesia, i documenti storici sconfinano nei deliri e nei sogni di chi il brigantaggio lha vissuto per interposta persona, senza agire, senza scegliere, ma continuando a raccontarlo e, in qualche maniera, a cantarlo.

La scenografia è essenziale, lo stile della recitazione è semplice, privo di artifici: tutto si basa sulla parola, sulla capacità degli attori di dare corpo e voce a piccoli frammenti narrativi, in un continuo affastellarsi di stili, forme e dialetti, con una voglia di raccontarsi addosso e di togliersi il fiato a ricordare nomi, personaggi, luoghi, storie, con il continuo dialogo della musica dal vivo eseguita da Paolo Napoli, tra atmosfere e ritmi folk, sprazzi di improvvisazione e affondi nella tradizione musicale calabrese.

Dopo le repliche a Castrovillari, il 2 ottobre lo spettacolo prodotto da Teatro Rossosimona aprirà la rassegna “Focus” per la stagione autunnale del Piccolo Teatro dell’Università della Calabria, la cui direzione artistica è affidata a Lindo Nudo, mentre domenica 11 ottobre verrà rappresentato al Miglianò Country Club di Celico nell’ambito dell’evento “I Briganti della Sila”.

Jennu brigannu, i protagonisti

Vincenza Costantino

Oltre che di “Jennu Brigannu. Storie di briganti calabresi” è autrice dei testi teatrali “Sulle acque sui rovi, storia di San Francesco di Paola”, “L’emigrazione è puttana” e “Malamerica”. Ha curato i libri “Teatro in Calabria 1870-1970”, edito da Monteleone nel 2003, e “Tra dramma e vita, il teatro di Antonio Spadafora”, edito da Sovera nel 2010. È stata docente a contratto di discipline dello spettacolo all’Università della Calabria e all’Università della Basilicata. Attualmente è ricercatrice all’Università di Chieti-Pescara.

Manolo Muoio

Interprete di spettacoli come “Sida e l’uomo dal fiore” (Premio ETI-Vetrine ’96), “È il momento dell’amore” (Premio Scenario 2001); “L’Esausto o il profondo azzurro” di Julia Varley; “Cerimonia” di Lorenzo Gleijeses; “Peer ‘u Stortu” di Francesco Suriano, “Rock Oedipus”. È stato aiuto regia di Julia Varley, del regista e drammaturgo argentino Rafael Spregelburd, e del grande maestro e creatore dell’Odin Teatret Eugenio Barba. Come performer lavora negli spettacoli Anelante, Hybris di Antonio Rezza e Flavia Mastrella (Leoni d’Oro alla Carriera 2018).

Ernesto Orrico

Attore, autore e regista. Collabora da tempo con le compagnie Teatro Rossosimona (È il momento dell’amore, Premio Scenario 2001) e con Scena Verticale. Ha lavorato con Centro RAT/Teatro dell’Acquario, Carro di Tespi, Spazio Teatro, Zahir, Compagnia Ragli, Teatro della Ginestra. Ha scritto “‘A Calabria è morta”, le raccolte di poesie “Appunti per spettacoli che non si faranno”, “The Cult of Fluxus”, “Talknoise. Poesie imperfette e lacerti di canzone”. È stato uno dei protagonisti dello spettacolo “Va pensiero” di Marco Martinelli e Ermanna Montanari per il Teatro delle Albe di Ravenna.

Paolo Napoli

Polistrumentista, esperto di etnomusicologia, nel 2017 ha pubblicato il saggio “I ritmi della lentezza” all’interno del volume “La musica folk. Storie, protagonisti e documenti del revival in Italia” – a cura di Goffredo Plastino. È uno dei membri dei Totarella, con in quali ha inciso 5 album, il più recente è “In utro” del 2014. Ha all’attivo numerose collaborazioni con gruppi musicali e teatrali. Dal 2011 conduce seminari sulla cultura musicale dell’appennino calabro-lucano e stage di musica presso il “Tafanari – La paix demenage” a Colombières sur Orb in Francia.

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