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“Da dove vengo?”: Bruno Rocco Crucitti racconta le proprie radici nel suo nuovo libro Le nostre Radici

«Da dove vengo?». È la domanda da cui prende avvio il nuovo libro di Bruno Rocco Crucitti, imprenditore palmese che, dopo aver raccontato il proprio percorso professionale in Passione e Visione – Il mio cammino imprenditoriale, sceglie questa volta di rivolgere lo sguardo alle origini. Non per celebrare il passato, ma per comprendere ciò che rende possibile ogni scelta, ogni impresa e ogni futuro.

 

Nato a Palmi nel 1983, Bruno Rocco Crucitti è alla guida di un gruppo di aziende operanti nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità, dell’agricoltura e degli investimenti immobiliari. È inoltre fondatore della Fondazione Demetrio Crucitti ETS, impegnata nella promozione di iniziative sociali e formative rivolte ai giovani e alle persone in difficoltà.

 

Pur non essendo uno scrittore di professione, negli ultimi anni Crucitti ha avvertito l’esigenza di mettere nero su bianco riflessioni, esperienze e insegnamenti maturati nel proprio percorso umano e imprenditoriale. La scrittura nasce in un periodo particolarmente intenso della sua vita, segnato da prove familiari, difficoltà personali, responsabilità aziendali e da una profonda ricerca interiore.

 

Durante i frequenti viaggi tra Palmi e Montepulciano, in Toscana, ha iniziato ad annotare pensieri, emozioni, ricordi e insegnamenti. Appunti nati durante le trasferte che, con il tempo, hanno preso la forma di capitoli e poi di libri, fino a dare vita a una trilogia dedicata alle tre dimensioni della sua vita: l’imprenditore, l’uomo di famiglia e il credente.

 

Nel 2025 ha pubblicato Passione e Visione – Il mio cammino imprenditoriale, primo volume del percorso, dedicato al mondo dell’impresa, della leadership e del passaggio generazionale. Attraverso episodi reali e riflessioni maturate sul campo, Crucitti racconta le sfide affrontate nella costruzione e nello sviluppo delle aziende di famiglia, rivolgendosi in particolare ai giovani imprenditori e a chi sceglie di intraprendere un percorso di crescita professionale.

 

Con Le nostre Radici, secondo volume della trilogia, Crucitti abbandona numeri, strategie e risultati per andare alla ricerca dell’essenziale. La domanda «Da dove vengo?» attraversa ogni capitolo e trova risposta nella memoria familiare, nella terra d’origine e nei valori trasmessi da chi lo ha preceduto.

 

Il libro si apre con un’immagine destinata a rimanere impressa. Negli anni Sessanta, nel casale di famiglia in contrada Prato, il nonno Bruno Crucitti incide su un muro le iniziali della moglie, Soccorsa Cucinotta. Un gesto che nella sua semplicità diventa una promessa: restare, costruire insieme, legare l’amore alla terra e alla famiglia. Quel segno è ancora oggi sul muro e attraversa il tempo come simbolo di una storia che continua. «Non era un ricordo. Era una radice», scrive l’autore.

 

L’autore afferma che «le radici non si scelgono. Si ricevono» e racconta una famiglia cresciuta senza clamore, con la certezza di restare. Restare nella propria terra, restare fedeli al lavoro, restare uniti anche quando sarebbe stato più facile dividersi. È una filosofia che attraversa l’intera opera e che trasforma la vicenda della famiglia Crucitti in una riflessione universale sul significato dell’appartenenza.

 

Pagina dopo pagina emergono le figure dei genitori. La madre è il cuore silenzioso della famiglia, presenza discreta ma fondamentale; il padre rappresenta invece la struttura, la responsabilità, la dignità del lavoro e la capacità di rialzarsi dopo ogni prova. Sono loro, più di ogni successo imprenditoriale, la vera risposta alla domanda che dà origine al libro: «Da dove vengo?».

 

Nel volume trovano spazio anche gli anni trascorsi a Montepulciano, la sofferenza provocata dalla malattia della madre, la nascita del Casale della Baronessa come omaggio alla sua figura e la Fondazione Demetrio Crucitti ETS come espressione concreta del desiderio di restituire alla comunità parte di quanto ricevuto. Esperienze diverse, unite dalla convinzione che il futuro possa essere costruito solo senza dimenticare le proprie origini.

 

Il percorso letterario di Crucitti non si fermerà a Le nostre Radici. L’imprenditore palmese è infatti impegnato nella stesura del terzo volume, Oltre il Visibile, che completerà la trilogia. Dopo l’impresa e la famiglia, al centro ci sarà la dimensione della fede. Il libro sarà dedicato alla spiritualità e alle esperienze che hanno segnato il suo cammino negli anni più difficili della vita, affrontando temi come la sofferenza, la speranza, gli incontri con persone che hanno lasciato un segno e il rapporto con Dio.

 

I tre libri compongono così un unico percorso autobiografico attraverso tre dimensioni della stessa persona: l’imprenditore, l’uomo di famiglia e il credente. Tre prospettive che si intrecciano in una storia segnata dal lavoro, dal sacrificio, dai valori ricevuti e dalla fede. L’intento dichiarato dall’autore non è quello di raccontare il successo, ma di condividere un’esperienza di vita che possa lasciare qualcosa a chi verrà dopo.

 

Con uno stile essenziale, intimo e profondamente autobiografico, Le nostre Radici non propone ricette per il successo. Invita piuttosto il lettore a fermarsi e a interrogarsi su ciò che lo sostiene davvero. Perché, come ricorda Bruno Rocco Crucitti nelle pagine del suo libro, «le radici non si vedono, ma sostengono l’albero». Una frase che sintetizza il senso dell’intera opera e che restituisce al lettore una consapevolezza fondamentale: prima di chiedersi dove si vuole andare, bisogna avere il coraggio di domandarsi da dove si viene.

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