«Nelle ultime settimane ho attraversato le piazze, le periferie e i Comuni del nostro territorio. Più che la
rabbia, la sensazione più profonda con cui mi sono confrontato è un senso diffuso di isolamento e forte
sofferenza sociale. Le persone sono stanche della retorica elettorale e hanno paura di essere lasciate sole di
fronte a divari economici e territoriali sempre più profondi». È quanto dichiara Frank Benedetto, candidato
alle Elezioni suppletive della Camera dei Deputati del 27 e 28 settembre per il collegio 5-Calabria, tracciando
un bilancio degli incontri svolti dall’inizio della campagna elettorale. «Dall’ascolto diretto dei cittadini —
spiega Benedetto — emergono chiaramente i timori che paralizzano le nostre comunità, tutti legati da un
unico filo conduttore: il peso intollerabile delle diseguaglianze. La diseguaglianza più ingiusta è quella che
tocca la vita e la salute. Da medico e professionista sanitario, toccare con mano l’ansia dei cittadini di fronte
a liste d’attesa interminabili o presidi territoriali privi di risorse è intollerabile. Oggi chi ha disponibilità
economica si cura nel privato o al Nord, chi non ha questa possibilità è costretto ad attendere le lunghe liste
d’attesa dovute alla carenza di personale. Questa è una violazione dei principi di uguaglianza sanciti dalla
Costituzione». «Cresce purtroppo – continua Benedetto – la forbice tra chi riesce a far fronte all’aumento del
costo della vita e chi scivola ogni giorno verso la soglia di povertà. Le famiglie non temono solo il presente,
ma vivono con l’angoscia di non poter offrire ai propri figli gli stessi strumenti di crescita e di studio garantiti
in altre parti d’Italia. C’è una vera e propria diseguaglianza generazionale e territoriale che spinge i nostri
giovani alla fuga e che è strettamente legata alla crisi di rappresentanza e all’astensionismo al voto». Per
Benedetto «la misura del salario minimo legale non è una bandiera ideologica, ma una necessità urgente per
restituire potere d’acquisto alle famiglie, combattere lo sfruttamento e fermare l’emorragia di coloro che
lasciano la Calabria, che spesso sono adulti, perché non vedono riconosciuto il valore del proprio impegno».
Per Benedetto «Esiste una sproporzione evidente tra i centri urbani e i comuni dell’entroterra, isolati dalla
carenza di trasporti, servizi sociali e infrastrutture di base. L’assenza dello Stato in queste aree alimenta la
sensazione di cittadini di “serie B” e accentua la sfiducia nelle Istituzioni». «Contro queste ingiustizie serve
una svolta netta — conclude Frank Benedetto —, la lotta alle diseguaglianze sociali, sanitarie ed economiche
deve diventare la priorità assoluta dell’agenda politica per il Mezzogiorno. Se eletto alla Camera, il mio
impegno sarà quello di battermi per una redistribuzione equa delle risorse, il rafforzamento dei servizi
pubblici essenziali e la garanzia che nascere o vivere a Reggio Calabria non significhi avere meno diritti
rispetto al resto del Paese».
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Benedetto: “L’iniquità storica soffoca il nostro territorio. Reggio non chiede assistenzialismo, ma parità di diritti e opportunità”
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