Sono ormai trascorsi circa sei mesi dalla cessazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti
della CSF impiegati nei servizi presso l’Università della Calabria e, ancora oggi, i lavoratori non
hanno ricevuto il TFR maturato.
La vicenda va chiarita anche per quanto riguarda la gestione dell’appalto: CSF operava quale
subappaltatrice di Snam. A seguito della decadenza del contratto di subappalto, la gestione del
servizio è rientrata direttamente in capo a Snam, che era l’affidataria originaria.
Non siamo quindi di fronte a un semplice cambio di appalto, ma al rientro della gestione in capo al
soggetto affidatario originario.
SEI MESI SONO TROPPI
Per USB non è più il momento di chiedere ai lavoratori di attendere o di rivolgersi all’ennesimo
soggetto della catena degli appalti.
I lavoratori hanno prestato la propria attività all’interno dell’Università della Calabria e hanno
maturato il proprio TFR attraverso anni di lavoro.
Dopo circa sei mesi dalla cessazione del rapporto, il mancato pagamento non è più tollerabile.
SNAM E UNICAL SONO CHIAMATE ALLA RESPONSABILITÀ
USB si rivolge direttamente a Snam e all’Università della Calabria affinché provvedano al
pagamento del TFR ancora dovuto ai lavoratori.
La normativa in materia di appalti prevede specifiche forme di responsabilità solidale a tutela dei
lavoratori, che non possono essere vanificate attraverso la frammentazione dei rapporti contrattuali
e il ricorso al subappalto.
In particolare, l’articolo 29 del D.Lgs. 276/2003 pone a carico del committente una responsabilità
solidale per le obbligazioni retributive e contributive connesse all’appalto, nei limiti e alle
condizioni previste dalla legge.
Per USB, dunque, Snam e Unical non possono limitarsi a rinviare i lavoratori alla società
subappaltatrice. USB CHIEDE IL PAGAMENTO IMMEDIATO
Non chiediamo ulteriori interlocuzioni con CSF.
Chiediamo direttamente a Snam e all’Università della Calabria di verificare le somme maturate e di
provvedere al pagamento del TFR dovuto ai lavoratori, assumendosi le responsabilità previste dalla
legge.
Se per sei mesi un lavoratore non riceve il proprio TFR, mentre il servizio continua ad essere
garantito e la gestione è rientrata in capo all’affidataria originaria, riteniamo che sia arrivato il
momento di porre fine ai rimpalli di responsabilità.
BASTA RIMBALZI SULLA PELLE DEI LAVORATORI
USB ha già denunciato in passato le problematiche legate alla gestione dell’appalto e alle
condizioni economiche dei lavoratori CSF presso l’Unical.
Oggi la questione è ancora più semplice: ci sono lavoratori che aspettano da circa sei mesi il proprio
TFR.
Snam e Unical devono intervenire.
Il TFR non è un favore, non è un premio e non è una somma eventualmente dovuta: è salario
differito maturato dai lavoratori. USB continuerà a tutelare i lavoratori e, in assenza di un intervento concreto e tempestivo,
procederà con tutte le iniziative sindacali e legali necessarie per ottenere il pagamento delle somme
dovute.
Unical, da sei mesi i lavoratori aspettano il Tfr: USB chiede a Snam e Unical di provvedere al pagamento
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