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Estate a Casa Berto dà il via al secondo tempo: un autore, quattro linguaggi. Una scrittura che continua ad incidere

Dieci edizioni alle spalle, una nuova decade davanti e Giuseppe Berto nuovamente al centro di tutto.  Dal 2 al 5 settembre 2026 “Estate a Casa Berto” apre il suo “secondo tempo” tornando alla matrice da cui tutto è cominciato: la scrittura. Per la prima volta, l’intero programma del festival di Capo Vaticano sarà dedicato alle opere di Berto e alla loro capacità di uscire dalla pagina e trasformarsi in altri linguaggi.

Dalla penna di Berto sono infatti nati testi che, nel tempo, si sono prestati al teatro, al cinema e alla musica, ma – visti nel loro insieme – sono strumenti per leggere i cambiamenti della società, il sopraggiungere della modernità, la cura dei paesaggi a rischio e le oblique trasformazioni del Sud. È questo il senso dell’edizione 2026: dalla letteratura generata dallo scrittore si parte per usufruire, con un corredo peculiare, anche altre forme artistiche e culturali.

In  apertura mercoledì 2 settembre la presentazione in prima nazionale, nel giorno della sua uscita al pubblico, del libro “Il mare da dove nascono i miti” di Giuseppe Berto (edizioni Settecolori 2026), che restituisce uno sguardo lucido, attento e ancora attuale sulle trasformazioni paesaggistiche e sociali del Mezzogiorno; Alessio Vassallo e Ginevra Pisani danno voce a “Il male oscuro”, reading tratto dall’atto unico firmato da Giuseppe Dipasquale e prodotto dal Teatro Biondo di Palermo, dal Teatro Stabile di Catania e Marche Teatro.

Pietro Faiella porta in scena, venerdì 4 settembre, “Secondo Giuda”, nuovissimo monologo tratto da “La gloria” di Berto. Il percorso comprende anche il ritorno sul grande schermo di “Anonimo veneziano” film che ha fatto la storia con Tony Musante e Florinda Bolkan, il progetto musicale di DAP – Andrea D’Apolito e in chiusura, sabato 5 settembre, il festival ospiterà la XXXIII edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto, con Emanuele Trevi e Giancarlo Loquenzi, cerimonia che mantiene il suo alternarsi tra il Veneto, a Mogliano, dove lo scrittore nacque, e la Calabria, luogo eletto da Berto.

Si parlerà ancora dello scrittore e di Sud giovedì 3 settembre con Vitaliano Papillo, presidente del GAL Terre Vibonesi e autore de “La primavera in Calabria” (Rubbettino), un confronto tra memoria, saperi delle comunità e futuro, in dialogo con lo sguardo di Berto sulla Calabria.

Un autore e molti linguaggi. A quasi cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta nel 1978, l’opera di Berto non è soltanto materia di studio o memoria letteraria: continua a generare interpretazioni, adattamenti, spettacoli e nuovi sguardi sul presente. È questa vitalità, non solo la celebrazione, il punto da cui Estate a Casa Berto sceglie di cominciare la propria seconda decade.

«Dopo dieci edizioni sentivamo che il modo più naturale per aprire un nuovo decennio fosse tornare a mio padre – racconta Antonia Berto –. In questi anni Casa Berto ha accolto voci, esperienze e linguaggi molto diversi ed è diventata uno spazio di confronto sulla letteratura, sulla società e sulle contraddizioni del Sud. Quest’anno ripartiamo dalle sue opere e dal suo sguardo, ma soprattutto dalla loro capacità di continuare a trasformarsi. Il fatto che Berto torni oggi a teatro, nella musica e nel cinema dimostra che la sua eredità non è qualcosa da conservare sotto vetro: è una materia ancora viva, capace di parlare anche a chi è nato molti anni dopo di lui».

Dal 2015 Casa Berto accoglie ogni estate scrittori, giornalisti, attori, registi, musicisti e intellettuali, dando spazio a riflessioni che hanno attraversato letteratura, storia, attualità, impegno civile e territorio. Un “Family Festival” diretto da Antonia Berto, figlia dello scrittore, e dal giornalista Marco Mottolese, che ha dichiarato più volte: «questo festival per me non è mai stato lavoro ma solo passione e ringrazio vivamente chi ci ha sempre creduto». Convivialità, vicinanza tra ospiti e pubblico sono i tratti distintivi, mantenendo uno sguardo attento e dovuto sulla Calabria e sul Sud, lontano da rappresentazioni retoriche.

Con l’XI edizione prosegue così il lavoro dell’Associazione Culturale Casa Berto APS portata avanti con cura dalle giornaliste calabresi Valeria Bonacci e Giorgia Simonetta, che aiutano da anni il Festival a divenire uno spazio aperto alla cultura, al confronto e al territorio che ben conoscono.

Estate a Casa Berto 2026 è realizzata con il patrocinio e il sostegno del Comune di Ricadi, con il contributo istituzionale indicato nei materiali ufficiali e con il main sponsor Caffo e Vecchio Amaro del Capo e, da quest’anno, anche da Cinzano, recente acquisizione del Gruppo Caffo. Per questa ragione, prima dello spettacolo pomeridiano, gli ospiti di “Estate a Casa Berto” in ogni edizione possono degustare i prodotti “Caffo” gentilmente offerti dal Gruppo.

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