Pramantha Arte contemporary art gallery comunica che dallo scorso 2 agosto e fino al prossimo 23 agosto 2026, presso le sale espositive della galleria in Vico XIV Garibaldi 91 a Conflenti (CZ), è in corso la mostra collettiva Metapolitica. L’arte oltre l’ipocrisia, a cura di Maria Rosaria Gallo e Antonio Bruno Umberto Colosimo.
“La mostra – spiegano i curatori – ha carattere internazionale, con una forte presenza russa, ed espone le opere di 11 artisti tra pittura, scultura, grafica e fotografia. L’esposizione si dispiega in 11 sezioni personali, con diversi linguaggi artistici, accomunate da un approccio all’arte critico, originale, impegnato e sociale, che non si accontenta di replicare codici valoriali preconfezionati, strumentali o di tendenza, ma che, di caso in caso, interroga, denuncia, problematizza, documenta e indaga la realtà. Un approccio che suona come un inno alla libertà e alla giustizia.”
“Da un punto di vista estetico-tematico – chiarisce il curatore Antonio Bruno Umberto Colosimo – l’allestimento produce un doppio movimento. Al primo impatto riflette l’incoerenza, lo spaesamento e la caoticità dei nostri tempi, in cui la condizione umana, in tutte le sue dimensioni, è ridotta a mera spettacolarizzazione, senza logica, senza senso né valore; una condizione in cui conflitto, guerra, criminalità, legalità, spiritualità, religione, intrattenimento, solitudine, memoria, disastro, speranza, sogno, incubo, si fondono nella crasi della simultaneità e della pornografia. Fenomeno perpetrato dalla comunicazione mediatica e riscontrabile nella cronaca quotidiana, nel palinsesto di un qualsiasi tg o nelle pagine web che accompagnano le nostre esistenze. Durante la permanenza, invece, si ha l’impressione di essere esposti ad un sistema di raggi incrociati, da cui emergono questioni, immagini, rimandi, pensieri e testimonianze che mettono al centro l’urgenza e la potenza dell’umano. Teste senza corpi accolgono il visitatore in un viaggio che attraversa fiaba, storia, mito, virtualità, attualità e inattualità. Un viaggio in cui è possibile, al contempo, riconoscere la grandezza e la nefandezza della civiltà umana, la forza e la debolezza dei popoli, la potenza e l’impotenza dell’individuo. Un viaggio tra le opere di Svetlana Boiko (pittrice, designer – Russia) Denis Danscin (pittore – Russia), Alexander Dolosov (pittore – Russia), Daria Dyomkina (pittrice – Russia), Vasilisa Gherasimovskaja (pittrice – Bielorussia), Svetlana Lyadova (illustratrice, pittrice – Russia), Ella Manhattan (pittrice, grafica e fotografa – Turchia), Flavia Mastrella (scultrice e regista – Italia), Maria Sartori Spencer (fotografa – USA), Giovanni Talarico (scultore – Italia), Eftichia Tzanetoulakou (disegnatrice grafica – Grecia).
“Metapolitica – afferma la curatrice Maria Rosaria Gallo – è la categoria scelta per esprimere lo spirito di questa mostra. Un concetto sicuramente carico di significati, elaborati nel tempo, ma che nel prefisso meta lascia intravedere un oltre e un pre che riesce a denudare i meccanismi di un potere corrosivo che della politica moderna ha fatto la sua inespugnabile (?) fortezza. L’arte oltre l’ipocrisia è l’esplicativo di un atteggiamento esistenziale che non rinuncia al pensiero e alla responsabilità. Non solo un’espressione, ma un modus vivendi che rifiuta l’oggettivazione dell’umano, che si manifesta in esperienze singole ma condivise, e che mantiene la promessa dell’irriducibilità della vita a mero management, a mera ingegneria gestionale. Un approccio che rivendica il supremo diritto al futuro invocato dal re dello smascheramento, F. Nietzsche, e che risuona nelle parole dello storico Ernst Bloch: «Senza l’ipotesi che un altro mondo è possibile non c’è politica, c’è soltanto la gestione amministrativa degli uomini e delle cose».
