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Rosario Condarcuri: “Basta con l’editoria senza regole. Presenterò un esposto alle autorità competenti”

«Dopo ventotto anni di attività editoriale svolta nel pieno rispetto delle leggi, ritengo sia arrivato il momento di chiedere chiarezza e pari condizioni per tutti.»

A dichiararlo è Rosario Vladimir Condarcuri, editore del giornale La Riviera, testata fondata nel 1998 e registrata presso il Tribunale di Locri.

«Questa mattina mi è stata consegnata una guida del territorio denominata Visit Locride. Dopo averla esaminata, non ho riscontrato le indicazioni che normalmente accompagnano le pubblicazioni editoriali, quali i riferimenti alla registrazione della testata, all’editore o ad altri dati identificativi previsti. Per questo motivo domani presenterò un esposto ai Carabinieri, affinché siano le autorità competenti a verificare se la pubblicazione rispetti o meno la normativa vigente.»

«Da quasi trent’anni – prosegue Condarcuri – svolgo questa professione attraverso una società regolarmente costituita, iscritta al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC), al Corecom Calabria, con una testata registrata presso il Tribunale di Locri, nel rispetto degli obblighi previsti dall’Ordine dei Giornalisti e della normativa fiscale. Ogni anno sosteniamo costi importanti per garantire legalità, trasparenza e qualità del nostro lavoro.»

«Per questo motivo ritengo doveroso capire se tutti gli operatori che realizzano e distribuiscono guide, riviste e prodotti editoriali rispettino gli stessi obblighi. La concorrenza deve essere libera, ma anche leale e fondata sul rispetto delle medesime regole.»

L’editore de La Riviera annuncia inoltre che trasmetterà l’esposto anche al Corecom Calabria, all’Ordine dei Giornalisti della Calabria, al Circolo della Stampa della Locride e agli altri organismi competenti, chiedendo di verificare eventuali irregolarità.

«Non è una battaglia personale contro qualcuno. È una battaglia per la legalità e per il rispetto di chi, da decenni, investe risorse, paga le tasse, rispetta le norme e garantisce occupazione. Se esistono regole, devono valere per tutti. Diversamente, si crea una concorrenza che penalizza esclusivamente chi opera nella piena legalità.»

«Mi auguro – conclude Condarcuri – che questa iniziativa contribuisca ad aprire un confronto serio sul rispetto delle norme nel settore editoriale. La legalità non può essere un principio da invocare solo a parole: deve tradursi in comportamenti concreti e uguali per tutti.»

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