Il mercato delle locazioni residenziali a lungo termine in Italia continua a espandersi. Nel primo trimestre del 2026 lo stock di case disponibili in affitto segna un incremento del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo l’ultimo report diffuso dal portale immobiliare idealista. Su base trimestrale, la crescita è più contenuta ma comunque positiva, con un +4% rispetto al quarto trimestre del 2025.
Il fenomeno non è uniforme sul territorio nazionale: in 75 capoluoghi su 110 monitorati si registra un aumento dell’offerta. I rialzi più marcati si osservano a Belluno (+162%), Rieti (+111%), Verona (+78%), Como (+77%), Pesaro (+71%) e Bologna (+66%).
Tra le principali città italiane, la crescita è trainata soprattutto dal Nord: Verona e Bologna guidano l’incremento, seguite da Torino (+59%). Anche Milano mostra un aumento in linea con la media nazionale (+19%). Più sostenuta la crescita a Firenze (+54%), mentre a Roma il mercato segna un +23%. Incrementi leggermente superiori alla media si registrano anche a Bari (+24%) e Palermo (+20%), mentre risultano più contenuti a Napoli (+13%) e Genova (+9%).
Sul fronte opposto, alcune realtà mostrano un arretramento dell’offerta: i cali più significativi si registrano a Brindisi (-39%), Oristano (-37%), Pistoia (-31%), Aosta (-25%) e Urbino (-24%).
A livello provinciale emerge una forte differenziazione geografica: 68 province su 107 risultano in crescita, ma il fenomeno è fortemente concentrato nel Nord, dove 39 territori su 47 segnano un aumento. Nel Mezzogiorno la situazione appare più stagnante, con solo 10 province in crescita su 24, mentre nelle Isole il dato complessivo è in lieve calo (-1%), con 5 province positive su 14.
Le dinamiche più espansive si osservano nelle province di Bologna (+66%), Belluno (+65%), Verona (+62%), Varese e Forlì-Cesena (entrambe +59%), insieme a Como e Torino (entrambe +50%). Anche le grandi aree metropolitane mostrano aumenti: Firenze (+38%), Milano (+21%), Roma (+18%), Napoli (+17%) e Bari (+14%).
Le flessioni più marcate si concentrano invece in alcune province del Centro-Sud e delle Isole, con Isernia e Pistoia (-31%), Vibo Valentia (-27%), Brindisi (-24%), Terni (-23%) e Lucca (-21%).
Secondo l’analisi, l’aumento complessivo del 19% rappresenta un cambiamento strutturale nel comparto delle locazioni. “La stretta normativa sugli affitti brevi sta riportando sul mercato degli affitti tradizionali una quota crescente di immobili”, spiega Vincenzo de Tommaso. “A incidere sono anche la tenuta dei canoni nelle aree a maggiore domanda e il fatto che molti immobili in attesa di vendita vengano temporaneamente destinati alla locazione”.
Il responsabile dell’Ufficio studi sottolinea inoltre come il fenomeno sia più evidente nelle aree settentrionali: “Nel Nord Italia il mercato è più dinamico e la rotazione degli immobili è più rapida, mentre nel Mezzogiorno il calo demografico e una minore mobilità del mercato rendono la crescita più contenuta”.
