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Il “sistema” mazzette nel settore Grandi Opere e Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria

di Claudio Cordova – Le indagini coprono un arco temporale che va dall’ottobre 2022 al settembre 2025. Ma per la capacità organizzativa e la consapevolezza dei protagonisti che le cose funzionassero in quel modo, l’impressione è che tutto potesse durare da molto più tempo. Un vero e proprio “sistema” corruttivo all’interno della macchina amministrativa del Comune di Reggio Calabria, quello messo al centro del focus dalla Procura della Repubblica e dalla Polizia di Stato, con un’operazione anticorruzione che ha portato a quattro misure cautelari, una in carcere e tre ai domiciliari.

Sono numerosi gli episodi di corruzione legati alla gestione di appalti pubblici e al rilascio di autorizzazioni amministrative che le indagini, effettuate anche e soprattutto grazie alle intercettazioni telefoniche e video-ambientali, avrebbero documentato.

L’inchiesta coinvolge due funzionari del Comune e due imprenditori reggini, amministratori di società finite sotto sequestro nell’ambito delle indagini. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per Arturo Arcano, 63 anni, funzionario comunale, ritenuto gravemente indiziato per l’ipotesi di corruzione e altri reati contestati dagli investigatori.

Ai domiciliari sono invece finiti Giancarlo Cutrupi, 61 anni, anch’egli dipendente dell’amministrazione comunale, e gli imprenditori Demetrio Cama, 51 anni, amministratore della società Ecolog, e Antonino Ottaviano Scopelliti, 27 anni, amministratore della società AS Costruzioni.

Secondo l’ipotesi accusatoria, le “mazzette” (alcune delle quali filmate dalle telecamere degli investigatori) sarebbero servite per accelerare le procedure di liquidazione dello stato di avanzamento dei lavori. Tra i lavori e i cantieri attenzionati, quelli del Lido Comunale, della discarica di Longhi Bovetto e nei cimiteri cittadini. Ma non solo. Anche i lavori, operati dalla AS Costruzioni, sull’ex cinema Orchidea, sul lungomare cittadino.

Le somme andavano dai 1000 euro, ai 2000 euro (in un caso consegnati a pezzi da 50 euro), fino ai 5000 euro. Anche per evitare che le aziende e gli imprenditori in questione subissero blocchi da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Le misure sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, diretta da Gianfranco Minissale.

Nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli dell’operazione, il procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli ha precisato che, allo stato attuale delle indagini, non risultano coinvolti amministratori comunali. Anche se alcuni soggetti intercettati fanno un generico riferimento al fatto che il sistema andasse avanti o tramite il pagamento delle tangenti o per appoggi politici.

L’inchiesta, comunque, si inserisce in un più ampio nuovo approccio della Procura verso i reati contro la Pubblica Amministrazione. E, comunque, come dato atto anche dall’Aggiunto Walter Ignazitto, le indagini vanno avanti.

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