Lo scorso dicembre, il convegno nazionale “Ecosistemi del sapere sensibile — Nuovi orizzonti dell’AFAM”, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro al Teatro Politeama, aveva messo il capoluogo calabrese al centro del dibattito nazionale sulla ricerca artistica e sulla riforma dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Quella riflessione non si è fermata al palcoscenico: si è trasferita nei laboratori, negli atelier, nei processi quotidiani di studenti e docenti. E ora prende forma in una mostra.
Venerdì 22 maggio 2026, alle ore 18:00, inaugura al Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro “Work in Progress”, la prima mostra del Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. L’esposizione resterà aperta fino al 14 giugno prossimo.
Il titolo non è una formula di circostanza: è una dichiarazione di metodo. Work in Progress indica il farsi della ricerca, il processo prima del prodotto, il percorso prima dell’opera conclusa. Per questo la mostra non è una selezione di singoli lavori, ma è stata concepita come un insieme di “mini–personali”: dieci spazi dedicati a dieci studenti, scelti non per un’opera in particolare ma per la coerenza e la struttura del loro percorso complessivo di ricerca artistica nei laboratori del Dipartimento.
Sono stati selezionati studenti le cui opere mostrano un fare non estemporaneo ma fondato su una prassi teorico-artistica riconoscibile, capace di attestare un processo di lavoro autentico e continuo: quello che le istituzioni AFAM sono chiamate a formare, e che questo progetto vuole rendere visibile.
In mostra i lavori di Maria Neve Vallone, Eva Fruci, Elia Valeo, Antonio Iannizzi, Antonia Mercurio, Naika Mascaro, Giulia Greco, Mario Muraca, Maria Carmen Brogna, Francesca Gaudio.
La mostra è curata dalle docenti Aba Lara Caccia e Dobrila Denegri, con il supporto al coordinamento del progetto dei docenti Giuseppe Guerrisi e Giuseppe Negro e la collaborazione dei docenti delle Scuole di Pittura, Scultura, Decorazione e Grafica-Illustrazione. Quattro scuole, una domanda comune: come si costruisce, giorno dopo giorno e laboratorio dopo laboratorio, la ricerca artistica di un giovane autore?
Il progetto è guidato da Simona Caramia, coordinatrice del Dipartimento di Arti Visive, che ha curato — a dicembre scorso — il confronto nazionale sulla metodologia della ricerca artistica nelle accademie italiane.
“Work in Progress” non nasce per caso né in isolamento. È il frutto diretto dell’impulso dato dal convegno “Ecosistemi del sapere sensibile”, che aveva posto al centro del dibattito nazionale la necessità di ripensare la didattica artistica come ricerca e di rendere visibili i processi — non solo i prodotti — della formazione superiore in campo artistico. Come aveva sottolineato il direttore dell’Accademia, Virgilio Piccari, a dicembre, l’obiettivo è «far emergere come la ricerca artistica possa incidere concretamente sulla vita dei territori e sulle comunità». Questa mostra è il primo passo concreto di quel percorso
La cerimonia d’inaugurazione sarà preceduta da un incontro pubblico di introduzione alla mostra, con gli interventi di Virgilio Piccari, Simona Caramia, Lara Caccia e Dobrila Denegri e Donatella Monteverdi, assessora alla Cultura del Comune di Catanzaro.
