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Cosenza, al via il Festival “Voci di legalità”

“Promuovere la cultura della legalità non può limitarsi a un principio astratto, ma deve diventare un’esperienza concreta, condivisa e quotidiana”. E’ quanto afferma il sindaco Franz Caruso annunciando l’avvio, mercoledì 6 maggio, della prima edizione del Festival “Voci di legalità” che si svilupperà in due mesi, tra maggio e giugno, con un cartellone ricco di iniziative per stimolare una riflessione critica e consapevole sul tema della legalità. “Questo festival promosso dall’assessora Veronica Buffone ed organizzato con l’Altro Teatro che ringrazio – prosegue il primo Cittadino – rappresenta un percorso integrato di iniziative culturali ed educative capace di incidere realmente nella vita della nostra comunità. La cultura, in tutte le sue forme, può e deve trasformarsi in uno strumento operativo di educazione civica rivolto, soprattutto, alle nuove generazioni.

Attraverso il coinvolgimento attivo di cittadini, studenti, istituzioni scolastiche e associazioni del territorio, vogliamo creare uno spazio aperto di confronto e crescita, in cui linguaggi diversi, dal cinema al teatro, dall’editoria alla fotografia, fino agli incontri pubblici, diventino veicoli di consapevolezza. L’obiettivo è stimolare una riflessione critica profonda sui temi della legalità, della responsabilità e della partecipazione, affinché ciascuno si senta parte attiva nella costruzione di una società più giusta, inclusiva e rispettosa delle regole. L’iniziativa rappresenta simbolicamente la volontà di portare la legalità fuori dai luoghi istituzionali, rendendola esperienza concreta e condivisa nello spazio cittadino”.

“Inserito nel periodo che comprende anche la Giornata Nazionale della Legalità – conclude Franz Caruso – il festival rafforza il valore della memoria e dell’impegno civile e ci collega ad un contesto nazionale più ampio”.

“Voci di Legalità” non è solo un cartellone di eventi – spiega l’assessore al Welfare ed alla legalità Veronica Buffone – ma un vero e proprio laboratorio civico diffuso, capace di generare dialogo, rafforzare il senso di comunità e promuovere una cittadinanza più consapevole e responsabile. Organizzato e promosso in collaborazione e sinergia con l’Altro Teatro, il Festival prevede, tra l’altro, una sezione dedicata alla cinematografia, “Schermi di Legalità”, ed un evento editoriale con la presentazione del libro di Danilo Chirico “La figlia del Clan: Un cognome da nascondere un destino da riscrivere”

Il festival si concluderà con la “Passeggiata della Legalità”, un percorso urbano nel centro di Cosenza che unisce letture ed interventi culminando in un evento musicale finale”.

Ad aprire il Festival “Voci di legalità” sarà, mercoledì 6 maggio, alle ore 20.30, al Teatro Alfonso Rendano, lo spettacolo teatrale “KR70M16 – Naufrago senza nome”, scritto, diretto e interpretato da Saverio La Ruina, e con Dario De Luca e Cecilia Foti.

Un testo dedicato alla strage di Cutro, una scrittura che continua il lavoro prezioso di Saverio La Ruina e di Scena Verticale di scavo all’interno delle ferite aperte della Storia, sul fronte reale, concreto, delle Differenze (culturali, etniche, religiose, politiche) là dove il Mediterraneo restituisce corpi senza vita, nomi cancellati, storie spezzate.

Fin dal titolo, dove «KR» indica la provincia, «70» il settantesimo ritrovamento, «M» che si tratta di un maschio e «16» l’età, il lavoro porta l’attenzione su quanto è difficile l’esercizio della memoria storica, quanto è facile ricordare i vincitori, arduo dare una voce agli sconfitti. Dietro ogni naufragio c’è un nome che non verrà mai inciso su una lapide e senza un corpo su cui piangere non ci può essere l’elaborazione del lutto, come ci insegna la struggente supplica di Priamo, re di Troia, quando chiede ad Achille la restituzione del corpo del figlio Ettore. L’insulto finale è la cancellazione dell’identità, quella appunto che reclama KR70M16.

Saverio La Ruina, senza rinunciare all’ironia, ci presenta l’incontro in un cimitero tra una vittima della migrazione clandestina e una della Shoah in una dimensione visionaria e surreale. Dopo il debutto in prima nazionale a Roma e un tour che sta toccando le principali città italiane, lo spettacolo approda per la prima volta in Calabria.

Un testo che accende i riflettori sui temi della responsabilità civile e della memoria storica.

Il Comune di Cosenza ha deciso di unire alla potenza della pièce di “Scena Verticale”, l’occhio attento della fotografia. L’avvio del festival – mercoledì 6 maggio, alle ore 19.00 – è, infatti, affidato al racconto per immagini della fotografa Ivana Russo con la mostra “Requiem in quattro tempi”, allestita nel foyer del Teatro Rendano. È un diario visivo del tragico sbarco del 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, nel quale persero la vita almeno 94 persone, in cui l’artista documenta il dolore e la solidarietà di una comunità, quattro momenti distinti di partecipazione collettiva.

I biglietti dello spettacolo di “Scena Verticale” possono esse acquistati sul circuito TicketOne al costo di 7 euro.

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