La manifestazione di protesta promossa dai sindacati per il giorno 17 aprile per il mancato rinnovo del CCNL di categoria è pienamente condivisibile dal momento che mentre tutti i costi del contesto sanitario aumentano, solo le retribuzioni dei dipendenti sono ferme a 12 anni fa.
Per questo motivo ACOP ha inteso dissociarsi – manifestando tale dissenso ai tavoli ministeriali – dalla posizione di AIOP ed ARIS che hanno subordinato l’avvio di rapide trattative volte a definire l’aggiornamento normativo ed economico del CCNL del personale dipendente con l’obiettivo di equiparare i trattamenti a quelli recentemente sottoscritti per il settore pubblico, all’aumento di tariffe e budget da parte del Governo.
Richiesta anch’essa giusta e dovuta anche alla luce delle recenti sentenze della Corte Costituzionale che ha chiaramente sancito come la spesa sanitaria sia costituzionalmente necessaria e quindi prioritaria rispetto ad ogni altra voce di spesa del bilancio dello Stato.
Questa rivendicazione ultima che sottoscriviamo in pieno essendo le strutture che rappresentiamo tutte facenti parte – per legge – del servizio sanitario pubblico non può però, a nostro avviso, condizionare la definizione di un contratto equo con i dipendenti del settore che soffrono una intollerabile disparità di trattamento – immotivata – rispetto ai dipendenti pubblici.
Esprimiamo quindi solidarietà ai lavoratori che ritengono di dover manifestare anche se non possiamo non segnalare che forse proprio dalla Calabria, dove la rappresentanza ACOP è ampiamente e maggiormente rappresentativa rispetto ad altre sigle, potrebbe partire un segnale di concreta e fattiva accelerazione di trattative che – nonostante i veti di AIOP e ARIS – possono e devono, avviarsi indipendentemente dalle questioni, pure in corso, e concernenti incrementi di tariffe e tetti di spesa.
Saremo presenti in Regione il prossimo 17 aprile in occasione della manifestazione e rappresenteremo personalmente e senza equivoci la linea di ACOP.
