vero che Reggio Calabria e una citta per molti versi meravigliosa, ma e altrettanto vero che e
altresì la Citta in cui:
nel 2012 il Comune e stato sciolto per infiltrazioni mafiose, primo caso di una Citta Capoluogo di
Provincia d’Italia;
su 96 Comuni della (oggi) Citta metropolitana ben 32 sono stati sciolti, anche piu volte;
l’ASP (Azienda sanitaria provinciale) e stata sciolta ben due volte, nel 2008 e nel 2019;
e in corso, come del resto in tutti i Comuni (ma specialmente quelli piu piccoli aspromontani),
un ormai continuo “spopolamento”, soprattutto giovanile, con un conseguente drammatico
aumento dell’eta media: basti pensare che, nel 2017, Reggio Calabria contava 181.447 abitanti,
oggi diventati 168.779;
il tasso di disoccupazione, specie femminile, resta elevatissimo e la chiusura delle piccole attivita
commerciali, artigianali ed imprenditoriali e crescente;
sono tante, troppe, le “opere pubbliche incompiute” e tante, troppe, le “inaugurazioni” di opere
solo parzialmente compiute (dunque di fatto incompiute);
e cresciuto significativamente l’astensionismo elettorale (la partecipazione al II turno delle
precedenti elezioni comunali del 2020 e stata solo del 52,2 %);
i disservizi pubblici nel 2025 l’hanno fatta scendere in graduatoria all’ultimo posto fra le Citta
d’Italia per qualita della vita.
Immaginare un futuro migliore per Reggio e impossibile senza tener conto di questi dati e senza
partire dal presupposto che quindi la citta non ha tanto bisogno di opere straordinarie (cabinovie, porti
turistici, tunnel, ecc.), e men che meno di opere faraoniche (ponte sullo stretto, ecc.), quanto – e prima
di ogni altra cosa – che semplicemente funzionino davvero gli ordinari servizi pubblici: trasporti
efficienti, uso oculato delle risorse idriche, nettezza urbana funzionante, viabilita non dissestata (buche),
gestione coraggiosa del patrimonio immobiliare (applicazione del diritto alla casa e lotta
all’abusivismo), manutenzione continua di tutte le opere pubbliche, sanita quantomeno sufficiente (case
di comunita , utilizzo della telemedicina), ecc.
Quale che sia la classe politica destinata a governare Reggio nei prossimi anni – e si spera che i partiti
si rifiutino di candidare nelle proprie liste persone appartenenti ad associazioni segrete (massoneria in
testa) e/o vicine ad ambienti equivoci o criminali (‘ndrangheta) – e urgente che essa promuova
soprattutto politiche di sostegno alla famiglia, di inclusione e di integrazione sociale, lottando poverta e
ingiustizie sociali, sostenendo i circuiti dell’economia legale – messa in crisi dalla diffusa pratica
dell’evasione e/o elusione fiscale – e promuovendo un nuovo patto tra le generazioni, che tenga conto
specialmente di giovani ed anziani.
È urgente soprattutto riformare/riorganizzare la pubblica amministrazione comunale e, con essa,
della Citta Metropolitana, non dimenticando la necessita di introdurre un vero bilancio sociale
partecipato (art. 9.10 Statuto comunale), prevedendo anche un effettivo inizio di procedura per l’elezione
diretta del Sindaco e del Consiglio metropolitano (art. 26.3 Statuto comunale) anche da parte dei
cittadini degli altri Comuni (si noti: in maggioranza rispetto a quelli della citta capoluogo). Inoltre, sempre
la Città metropolitana dovrebbe farsi principale interprete della necessità di favorire le unioni – e, finanche, le
fusioni – fra Comuni, sì da garantire una migliore (e più efficiente) erogazione dei servizi, cosa che purtroppo
non è avvenuta .
L’Istituto di formazione politico sociale e la Consulta delle Aggregazioni Laicali chiedono a tutte le
forze politiche di condividere con realismo questo impegno.
Reggio deve riscoprire la sua anima, fatta di solidarieta e tolleranza, mostrarsi consapevole dei suoi
tesori ambientali ed archeologici, senza pero farne una merce. Deve tornare quindi la massima
attenzione ai servizi essenziali che toccano nel quotidiano la vita dei reggini, con proposte serie e
realmente praticabili.
Istituto Superiore di Formazione Politico
Sociale “Mons. Antonio Lanza”
Consulta diocesana
delle Aggregazioni Laicali”
Ma sarebbe illusorio pensare che tutto sia rimesso unicamente alla politica e all’amministrazione,
senza cadere nella facile retorica che sia sempre colpa degli altri.
Ci sono responsabilita dei cittadini sui quali il Comune deve vigilare con severita , contrastando
l’ampia evasione dei tributi locali, rendendo piu efficace la riscossione degli stessi, valorizzando in primo
luogo (anche attraverso normative premiali) una cultura fondata sui doveri del singolo. Per quanto forse
impopolari, si tratta di raccomandazioni che i candidati a Sindaco dovrebbero ricordare nella campagna
elettorale. Nessun servizio di raccolta dei rifiuti potra mai funzionare, se si scaricano a cielo aperto, si
occupano a sbafo gli spazi pubblici, si circola eludendo ogni divieto e creando con arroganza pericoli o
disagi. L’elettore non va blandito con promesse populistiche di sussidi, assunzioni, esenzioni, bonus, ma
ricordandogli che il benessere della citta dipende anche da lui.
Una buona democrazia vive di trasparenza e rispetto delle regole, anche nell’impresa e nel
commercio. Tante, troppe persone lavorano in nero o con paghe da fame. Il Comune deve esercitare
continui controlli e assicurare agli operatori e alle imprese spazi ed opportunita , ma nel rispetto della
legalita e degli appalti pubblici. I candidati andranno misurati anche su questo, senza dare spazio a chi
ha mostrato nei fatti di calpestare le regole o mostrarsi sensibile a familismi ed affarismo.
L’Istituto di formazione politico sociale e la Consulta delle Aggregazioni Laicali quanto organismi
diocesani, non entrano nella competizione politico-partitica. Ma questo non ci esime dal richiedere,
comunque e subito, l’impegno di tutti affinche le prossime elezioni non siano avvelenate da vuota
retorica, per diventare invece una sana competizione a costruire una citta davvero migliore.
