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Cosenza, al Teatro Rendano in scena “Ecuba e Le Troiane” delle Officine Telesiane

Il mito antico torna a parlare alla città e lo fa con la forza di un grido che attraversa i secoli. La Commissione Cultura del Comune di Cosenza, presieduta da Mimmo Frammartino, ha ospitato il regista Antonello Lombardo che ha presentato ufficialmente all’organismo consiliare l’evento teatrale, nuova produzione delle Officine Teatrali Telesiane (OTT), “Ecuba e Le Troiane”. Il dittico euripideo sarà portato in scena dalla compagnia del Liceo Classico “B. Telesio” il prossimo 23 aprile al Teatro Rendano.

Il regista Lombardo ha presentato in commissione cultura l’atteso appuntamento annuale con la tragedia greca. Un progetto che unisce eccellenza formativa ed impegno sociale. Lombardo ha, nel corso dell’incontro a Palazzo dei Bruzi, illustrato il cuore del progetto: un lavoro che scava nella condizione umana di fronte alla guerra. Attraverso il testo di Euripide, rivisitato dalla scrittura di Flavio Nimpo (aiuto regia), lo spettacolo mette a nudo la violenza distruttrice e, soprattutto, la resilienza femminile. “Il mito – ha spiegato Antonello Lombardo – parla oggi più forte che mai. Portiamo in scena il dolore fisico e psicologico di chi resta dopo aver perso tutto, ma mantiene intatta la propria dignità contro la scure di un potere che rende schiavi il corpo e lo spirito”. Come è consuetudine, anche in “Ecuba e le Troiane”, come nei precedenti lavori, sono l’entusiasmo e la passione degli studenti di “Officine Telesiane” (veterani e nuovi interpreti) ad imbastire un’avventura produttiva di particolare professionalità dalla quale scaturisce un confronto ed una immersione nei classici della tragedia greca.

Da  ottobre ad oggi – è stato spiegato durante l’incontro in commissione cultura – sono stati impegnati in un percorso di prova estenuante, spesso chiusi in teatro sette giorni su sette. Un lavoro di squadra che coinvolge maestranze locali sia sul versante scenografico che per quanto concerne i costumi, le coreografie e il disegno luci. “Il lavoro della nostra compagnia – ha aggiunto Lombardo – sprigiona un senso di comunità che si esprime attraverso il “Telesio”, ma si apre a tutto il territorio, evidenziando anche il valore terapeutico del teatro e l’efficace sperimentazione che vede recitare insieme adulti e giovani”. L’impatto culturale del progetto è stato riconosciuto unanimemente dalla Commissione. I consiglieri Bianca Rende e Giuseppe D’Ippolito hanno rimarcato come i tempi siano maturi per trasformare questa esperienza ultradecennale in una produzione strutturata, sostenuta da un “ponte ideale” tra Comune e Scuola. L’obiettivo è chiaro: supportare economicamente un’attività che gestisce cast anche di 30 attori e costi produttivi ingenti. “I talenti li abbiamo in casa, non bisogna andare a cercarli lontano”, hanno dichiarato i consiglieri, ricordando come molti ex allievi delle OTT siano oggi professionisti affermati allo Stabile di Torino o all’INDA di Siracusa. Anche il dirigente del Liceo “Telesio”, Domenico De Luca, presente all’incontro, ha definito l’evento una “perla” del territorio e, insieme, un punto di riferimento che non solo nutre l’anima, ma genera un indotto positivo per la città. Nel corso della seduta di commissione è emersa la volontà di premiare tutti i giovani che, partendo dalle Officine Teatrali, hanno poi intrapreso la carriera professionale in tutta Italia. Un riconoscimento a chi ha saputo trasformare una “vocazione nascosta” in una professione, grazie a quel meccanismo magico che è il palcoscenico. Cosenza si prepara dunque a riempire nuovamente il Teatro Rendano, rispondendo alla chiamata della cultura. Perché, come ricordato in chiusura, il teatro non è solo spettacolo: è una terapia infallibile per la gestione delle relazioni e per la riscoperta di sé stessi. “Ci aspettiamo una presenza massiccia”, ha auspicato Lombardo. “La città ci ha riservato sempre grandi soddisfazioni e ci ha riempito di emozioni. Vedere il teatro pieno è il giusto premio per questi ragazzi che si mettono in gioco, scoprendo vocazioni che spesso non sapevano nemmeno di avere”.

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