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Inaugurato il nuovo Museo archeologico di Capo Colonna: tra le novità spicca il trasferimento definitivo del celebre tesoro di Hera Lacinia

“Questo non è semplicemente un museo riallestito, ma un museo nuovo. È una struttura contemporanea che parla a tutti i pubblici, a cominciare dalla comunità di Crotone e, spero, ai numerosi visitatori che verranno attirati da nuovi linguaggi e narrazioni”.

Con queste parole Massimo Osanna, direttore generale dei musei italiani, ha inaugurato il nuovo percorso espositivo del Museo archeologico di Capo Colonna. Il progetto di restyling, curato dalla direzione dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, guidata da Filippo Demma, segna una svolta nella fruizione del patrimonio calabrese.

“È un insieme di scelte che cambia la prospettiva. Il museo non chiede al pubblico di adattarsi, ma si adatta ai suoi pubblici”, ha spiegato Demma, sottolineando come l’allestimento ricucia il legame tra museo, parco e paesaggio attraverso una visita più chiara, comoda e inclusiva. Il piano di rilancio è stato sostenuto da finanziamenti pubblici, tra cui le risorse del Pnrr e ulteriori stanziamenti statali destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico. L’intervento è stato realizzato secondo gli indirizzi del ministero della Cultura in materia di accessibilità e fruizione dei luoghi della cultura. I testi sono stati pensati per una doppia velocità di lettura, rapida o approfondita, mentre l’intelligenza artificiale permette di fruire dei contenuti in dieci lingue diverse. L’esperienza diventa multisensoriale grazie a una sapiente gestione della luce, con temperature calibrate per evitare l’affaticamento visivo, e all’inserimento di suggestioni olfattive che richiamano la macchia mediterranea e la brezza marina nelle sale dedicate ai ritrovamenti terrestri e subacquei. Sul piano scientifico il museo si arricchisce di reperti finora rimasti nei depositi e ora finalmente restaurati. Tra le novità principali spicca il trasferimento definitivo del celebre tesoro di Hera Lacinia, precedentemente custodito al museo nazionale di Crotone, attualmente chiuso per restauri. Il pezzo forte della collezione sarà presto completato dal ritorno del diadema d’oro, attualmente in fase di restauro. Tra le attrazioni anche la riproduzione in scala 1:1 del mosaico dei delfini, arricchita da una ricostruzione multimediale degli ambienti nei quali si trovava.

“I musei archeologici devono essere contemporanei per parlare alla società attuale”, ha concluso Osanna. “Questo spazio non è solo per specialisti, ma per chiunque voglia cogliere l’importanza dell’antichità attraverso i linguaggi del nostro tempo”.

All’evento hanno partecipato anche il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, e il presidente della Provincia, Fabio Manica, che hanno lodato la sinergia istituzionale alla base del risultato.

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