In occasione della nascita di Pier Paolo Pasolini, il Liceo linguistico “R. Lombardi Satriani” di Mesoraca (Crotone) e la Cineteca della Calabria hanno organizzano un incontro, di elevato livello culturale, dal titolo: “Pier Paolo Pasolini scomodo e necessario. Troppo libero per essere ignorato. L’appuntamento è fissato per domani mattina, Venerdì 7 Marzo 2026, alle ore 10,20, al Liceo di Mesoraca. Intervengono con le loro relazioni Antonella Parisi, Luigi Stanizzi, Eugenio Attanasio, Marzia D’Ambrosio, Daniela Miletta, Eloisa Tesoriere.
Il rapporto di Pasolini con la Calabria era iniziato nel 1959, a Roma, Per “Successo”, il mensile milanese diretto da Arturo Tofanelli, accettò di realizzare un reportage da pubblicare a puntate sui litorali italiani in piena stagione balneare. Al volante della sua Fiat Millecento, accompagnato dal fotografo Paolo di Paolo, iniziò il suo periplo per la Calabria e le sue spiagge. Pasolini non è un cronista turistico, è un poeta, e come tale descrive ciò che vede ma tende anche a idealizzare (le città biancheggianti, i grandiosi lungomari, i villini liberty incrostati d’ornamenti, le rotonde scrostate), a volte va oltre, ricorre al tipico immaginario pasoliniano, usa il linguaggio metaforico. Sulla strada per Crotone incontra, illuminati dal sole, due uomini che gli fanno segno di fermarsi. Gli è stato consigliato di non
farlo, ma lui, figuriamoci, si ferma e li fa salire a bordo: la curiosità dello scrittore è più forte della prudenza. Nei discorsi di quelle persone emerge la durezza della loro vita, il lavoro precario, i mezzi di trasporto che mancano (ogni giorno devono fare venti chilometri ad andare e tornare). Gli dicono anche che quella è una zona pericolosa, di notte è meglio non passarci, fermano le macchine e rapinano, qualche tempo prima c’è scappato pure il morto. Forse un po’ suggestionato da quelle parole ecco che Pasolini arriva a Cutro, che spicca in una specie di altopiano. E scrive così: «Lo vedo correndo in macchina: ma è il luogo che più mi impressiona di tutto il lungo viaggio. È, veramente, il paese dei banditi, come si vede in certi western. Ecco le donne dei banditi, ecco i figli dei banditi. Si sente, non so da cosa, che siamo fuori dalla legge, o, se non dalla legge, dalla cultura del nostro mondo, a un altro livello. Nel sorriso dei giovani che tornano dal lavoro atroce, c’è un
guizzo di troppa libertà, quasi di pazzia». l sindaco di Cutro querelò Pasolini per diffamazione a mezzo stampa, e questo avvenne, non a caso, proprio nei giorni in cui il suo romanzo “Una vita violenta” riceveva il “Premio Crotone” per la narrativa. Nell’esposto del sindaco, si difendeva: «La reputazione, l’onore, il decoro, la dignità delle laboriose popolazioni di Cutro… le dune gialle, altro termine africano usato da Pasolini, sono punteggiate di centinaia e centinaia di casette linde, policrome, gaie, dell’Ente di Riforma dove la laboriosa gente del Sud, della Calabria, di Cutro, fedele al biblico imperativo, guadagna il pane col sudore della propria fronte». Una penosa questione ingigantita non solo dall’orgoglio e dal campanilismo, ma anche da un’astiosa polemica politica (il sindaco di Cutro era democristiano, l’amministrazione comunale di Crotone era comunista) e da una serie di interventi istituzionali (le aziende di soggiorno locali, il prefetto di Reggio Calabria).Poi per fortuna tutto rientrò, la querela fu archiviata e soprattutto ci furono le spiegazioni. Pasolini scrisse lettere aperte e accettò incontri chiarificatori con intellettuali e studenti cutresi. Per lui – spiegò – «il termine “banditi” voleva dire “emarginati”, uomini banditi dalle classi dominanti che li sfrutta .Tornò infatti a girare spesso in Calabria, proprio a Crotone e nelle vicinanze, alcune parti di “Comizi d’amore” (1963) e a Isola Capo Rizzuto “Il Vangelo secondo Matteo” (1964, le scene del lago Tiberiade). Era di famiglia calabrese Ninetto Davoli, che accompagnò a lungo la sua vita e partecipò a gran parte della sua filmografia, erano calabresi la Madonna giovane de Il Vangelo (Margherita Caruso) e San Tommaso (il partigiano Rosario Migale). In quegli anni P.P.P. conobbe vari esponenti della cultura regionale, tra cui lo scrittore serrese Sharo Gambino e il regista e sceneggiatore vibonese Andrea Frezza. Questi lo accompagnarono alla scoperta delle realtà contadine dell’entroterra della Calabria centrale. L’evento di domani è promosso dal Liceo scientifico “R. Lombardi Satriani” Petilia Policastro, Liceo linguistico e delle scienze umane sede staccata di Mesoraca, Liceo Scientifico statale sede staccata di Cotronei. L’iniziativa è presentata dalle classi quinte del Liceo delle scienze umane coordinate dalle docenti Marzia D’Ambrosio e Daniela Miletta. I lavori vengono avviati dalla dirigente scolastica Parisi; la prof. Eloisa Tesoriere tratterà Pasolini e la Calabria; la prof. Miletta di Pasolini letterario; la prof. D’Ambrosio la figura dell’intellettuale dal Marxismo allo sguardo sulla storia. Prosegue il programma di massima della scuola con Asia Costanzo e Simona Spinelli che parleranno dell’aspetto letterario dell’opera di Pasolini; Salvatore Scordamaglia affronterà il tema della morte di Pier Paolo Pasolini; Chloe Piro del romanzo “Ragazzi di vita”; Eugenio Attanasio Presidente della Cineteca della Calabria parlerà di Pasolini regista; il giornalista professionista Luigi Stanizzi ricorderà fra gli altri gli incontri di Pasolini con Ninetto Davoli e Totò. E ancora: Pullano e Gallo parleranno della figura di Pasolini come intellettuale scomodo; Aurora, presenterà “Il Pci ai giovani”, Gaia tratterà l’omologazione e le “lucciole” nel pensiero pasoliniano; Marasco e Colao parleranno del premio letterario a Crotone dedicato a Pasolini; Genny e Vera presenteranno la poesia “Supplica a mia madre”. Infine Antony parlerà di “Salò” e del caso Epstein, analizzando alcune connessioni e riflessioni critiche.
Domani al Liceo di Mesoraca mattinata di studio e relazioni su Pier Paolo Pasolini “scomodo e necessario, troppo libero per essere ignorato”
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