“Si è letto con dispiacere la notizia che qualche partecipante al Polo Civico di Eduardo Lamberti l’abbia abbandonato. Certamente non si critica la posizione assunta dall’ex segretario generale della Uil Nuccio Azzarà e dell’ex questore Tonino Romeo: in quanto scelta personale, questa affonda le sue motivazioni nel non stigmatizzabile percorso e vissuto politico di chi l’ha prodotta. Quelle che non sono affatto piaciute sono state le parole che hanno caratterizzato la nota stampa in cui si annunciava l’abbandono del Polo Civico. Parole molto critiche nei confronti di chi il citato polo ha voluto e ideato con un obiettivo che, senz’alcun dubbio, non era l’interesse personale; parole che il dott. Lamberti non meritava, non foss’altro perché una ripetuta serie di accidenti di salute, anche di una certa oggettiva importanza, hanno ossessivamente accompagnato tutto il suo recente iter politico, impedendogli di fatto quella piena operatività che sarebbe stata necessaria per portare avanti l’ambizioso progetto.
C’è stata, insomma, una grossa caduta di stile nella comunicazione del cambio di casacca che ha un tantino “macchiato” la decisione, peraltro legittima, di abbandonare uno schieramento per un altro.
Che le cose si stessero mettendo male, molto male, per il Polo Civico era nell’aria. Alcune presenze per nulla esaltanti all’ultima riunione del Polo Civico, come pezzi di sottobosco politico in cerca di nuove opportunità o soggetti in cerca di nuovi padroni da servire e tradire, insieme alla partecipazione di strattonati pezzi di sinistra, come Anna Nucera e sodali, che mai avrebbero potuto fare squadra con Lamberti: tutto questo non lasciava presagire nulla di buono.
Ma così è la politica: dispiace ammetterlo ma la politica partitica non è per persone dalla forte coerenza, non è per gli idealisti, si muove su di un registro che nulla ha da condividere con quello dell’amicizia e del rispetto della persona”.
Così in una nota Vincenzo Vitale, presidente Fondazione Mediterranea.
