Fondazione Betania, onlus molto nota negli anni scorsi e poi in stato di liquidazione giudiziale, impegnata nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per persone con disabilità, sarebbe stata oggetto di più condotte distrattive realizzate dai membri del Consiglio di amministrazione in concorso con un imprenditore palermitano, Marco Zummo. E’ quanto sarebbe emerso da un’indagine coordinata dalla Procura di Catanzaro e condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro, che hanno posto ai domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza del Gip, l’imprenditore Zummo, sottoposto anche alla misura di divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale e/o professionali, indagato per bancarotta fraudolenta distrattiva e autoriciclaggio.
Nell’inchiesta sono indagate anche altre sette persone. La dinamica, secondo quanto emersa dalle indagini, si sarebbe sviluppata con la creazione di un nuovo soggetto giuridico, la Karol Betania, nel quale è confluita esclusivamente la parte operativa della onlus in liquidazione giudiziale e della quale l’imprenditore risulta amministratore delegato.
Fondazione Betania, è emerso dagli accertamenti, risultava in stato di insolvenza dal 2016, accumulando, negli anni e sino al 2023, passività tributarie e previdenziali per oltre 19 milioni di euro e aveva fittato all’altra società appositamente costituita a ridosso della procedura di liquidazione, il proprio complesso operativo aziendale, senza prevedere la percezione di alcun corrispettivo per i successivi quattro anni, stimato in 4,2 milioni di euro, sottolineano gli inquirenti, “sarebbero stati utili a ripianare i debiti pregressi della Onlus e allo scopo preordinato di abbandonare l’Ente al fallimento”. L’operazione, per gli inquirenti, ha determinato “una vera e propria cessione del ramo d’azienda, poiché veniva trasferita alla newco anche la titolarità degli accreditamenti con il Servizio sanitario regionale, introiti su cui si fondano principalmente i ricavi aziendali”.
Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo impeditivo della newco perché sarebbe stata utilizzata per commettere i fatti distrattivi e di autoriciclaggio e del sequestro preventivo ai fini della confisca della somma di oltre 644 mila euro, nei confronti della società. La somma corrisponde agli utili realizzati nelle annualità 2022 e 2023 dalla società attraverso la gestione del complesso aziendale che sarebbe stato distratto dalla onlus.
