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Cosa si sono messi in testa Occhiuto e Cannizzaro: prendersi Forza Italia

di Claudio Cordova – Partiamo da una immagine: l’esultanza di Cannizzaro, dei fratelli Occhiuto, di Fabio Roscioli, di Claudio Lotito e di Stefania Craxi. Quello è il fotogramma che può proiettare verso il futuro. Costruita o meno (il centrodestra annusava eccome la vittoria alle Suppletive di Reggio Calabria) la presenza di quelle persone nella stessa stanza dice molto, soprattutto per ciò che concerne Forza Italia.

Servivano soprattutto a questo, le Suppletive di Reggio Calabria, al duo Cannizzaro-Occhiuto. Eccolo, allora, il senso. Non per i cittadini, evidentemente. Ma per loro.

Servivano, innanzitutto, per accreditarsi con la famiglia Berlusconi. La scelta di candidare (e far vincere) l’avvocato dei proprietari di Forza Italia non potrà che far acquisire punteggio a chi lo ha portato sulle spalle in riva allo Stretto. Così come la manovra che ha portato Claudio Lotito ad acquistare la Reggina – al netto degli eccellenti risultati ottenuti fin qui dagli amaranto – ha un sapore che di sportivo ha ben poco.

Sono mesi, insomma, che Occhiuto e Cannizzaro stanno lavorando per ottenere ciò che vogliono.

“Prendersi Forza Italia” è, evidentemente, una forzatura, una sintesi, una generalizzazione. Ma è certo che, sotto la guida di Antonio Tajani, gli Azzurri stiano rischiando di perdere peso nello schieramento di centrodestra. Gli ultimi sondaggi nazionali danno Forza Italia sotto il 10%, tallonata da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Quale momento migliore, allora, per insinuarsi e acquisire potere? Non in Calabria, che è uno dei luoghi più marginali e insignificanti.

Ma dalla Calabria.

Anche le parole di Roberto Occhiuto, rilasciate ieri al Corriere della Sera, sono indicative: “Tajani ha il gran merito di aver fatto sopravvivere il nostro partito quando nessuno ci credeva. Ora il compito di ciascuno di noi è attualizzare ciò che Forza Italia è stata. Un movimento aperto, capace di proporre riforme coraggiose e di accogliere le migliori intelligenze del Paese”.

Non serve leggere tra le righe per capire quale sia il disegno.

Con il voto nazionale che potrebbe arrivare o a metà del 2027 (accorpato alle Comunali delle grandi città, Roma, Milano, Napoli) o alla fine dello stesso anno, il governatore punta, evidentemente a ritornare a Roma. Questa volta non da parlamentare (ha ricoperto il ruolo di capogruppo alla Camera), ma con incarichi di Governo. E storicamente, i cosentini nei Governi hanno sempre avuto ruoli molto importanti. Anche la sua scelta di dimettersi – ufficialmente per affrancarsi da chi strumentalizzava le sue vicissitudini giudiziarie – e ritornare in sella, azzerando il “conto alla rovescia” della fine legislatura, si inquadra in questo disegno.

Così come – lo avevamo scritto già al momento dell’ufficializzazione della candidatura – Cannizzaro sapeva bene di aver bisogno di un trampolino di lancio esecutivo e territoriale per poter puntare a ciò che vuole: la presidenza della Regione Calabria. Cosa che, al netto delle dinamiche regionali, come, per esempio, la forza su Cosenza e provincia dell’assessore regionale Gallo (alle ultime elezioni oltre 30mila voti…) Cannizzaro tenterà di ottenere, sfruttando il proprio ruolo di sindaco. Un turbo che il “semplice” ruolo di deputato non poteva dargli. Da qui, la scelta di candidarsi a sindaco di Reggio Calabria e vincere a mani basse.

Le elezioni Suppletive di Reggio Calabria, dunque, avevano questo significato per Cannizzaro e Occhiuto. I due, peraltro, oggi possono anche portare all’incasso un altro dato: quello di aver arginato il fenomeno Vannacci, che era uno spauracchio per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e per tutto il centrodestra. Non si contano le dichiarazioni, anche di importanti esponenti della politica nazionale (tra cui appunto Stefania Craxi), che sostengono come l’ex generale e il suo movimento siano un bluff, ridimensionato dal risultato di Reggio Calabria. In un momento di sicuro appannamento di Forza Italia, contava vincere. Non le proporzioni. E Cannizzaro oggi, ancora di più, può ribadire che dove si mette lui, si vince. Ed è sempre meglio vincere cinque partite per 1-0, che non una per 5-0.

I campionati si vincono così. Il tempo dirà se così si prendono anche i partiti.

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