di Paolo Ficara – La battaglia di Milazzo risale al 1860, e vide gli uomini di Giuseppe Garibaldi prevalere sui Borbone. Si sperava non ci fosse bisogno di chissà quale eroe per tirare fuori la Reggina, da una Serie D che somiglia sempre più ad una Waterloo. Ma in quel di Milazzo, arriva un successo per 1-2 che tiene viva solo l’aritmetica, ad un turno dal termine del campionato.
LE SCELTE – Torrisi propone la difesa classica nel suo 4-2-3-1, ricomponendo la coppia Fofana-Laaribi come cerniera di centrocampo. Out Edera, le mezzepunte sono Ragusa, Mungo e Di Grazia. Catalano punta sull’ex Curiale, considerando che Guida è riuscito a far rimpiangere persino lui.
SOFFERENZA E POI LAARIBI – Partita orrenda giocata su un campo che in Honduras se ne trovano di meglio. La Reggina soffre l’aggressività del Milazzo, nonché l’esperienza di un Curiale che conosce bene Girasole ed offre qualche sponda interessante. Franchina protesta per una deviazione sospetta di Giuliodori in area. Poi la sponda giusta è di Ferraro, che al 32’ con tre tocchi serve Laaribi: destro di prima intenzione dalla distanza, battuto Quartarone per il momentaneo 0-1.
RIGORE PER GIUNTA – I padroni di casa insistono, e all’intervallo trovano l’episodio giusto. Su corner da sinistra, Fofana e Curiale si trattengono a vicenda. Per l’arbitro è rigore, ammonito l’ivoriano non si capisce se per il presunto fallo o per proteste. Dal dischetto, Giunta batte col saltino finale: Lagonigro intuisce ma non ci arriva, è 1-1 al secondo minuto di recupero del primo tempo.
CALCI E LANCI – Lo spettacolo inguardabile fatto di lanci lunghi e falli scriteriati, con tanto di tentazione di spegnere il televisore, prosegue anche nel secondo tempo. Ferraro prova a ripetere lo schema, invitando nuovamente Laaribi al tiro da fuori, ma stavolta l’ex Rende col sinistro non trova il bersaglio grosso. La rete del nuovo vantaggio arriva all’82’, sugli sviluppi di una rimessa laterale: la cometa di Halley della stagione amaranto è rappresentata dalla zampata di Guida, subentrato a Mungo, per l’1-2 definitivo.
NON SUCCEDE – Per larghi tratti del match, per non dire gli interi novanta minuti, la Reggina ha incarnato quello che è l’attuale spirito dei propri tifosi: esausti dopo tre anni di nulla cosmico, impotenti di fronte all’insopportabile mediocrità, ed in impaziente attesa che ve ne andiate tutti. La Nissa fa 1-1 a Lamezia contro il Sambiase, il Savoia sbanca Palermo. Domenica prossima, per l’ultimo turno del girone I più scarso degli ultimi anni, il Savoia capolista (66 punti) ospita la Sancataldese, acerrima rivale della Nissa (64), che però deve fare assolutamente punti per evitare la retrocessione diretta. A Caltanissetta, dove il patron Giovannone ha già saldato la mensilità di maggio alla squadra, arriva il fanalino di coda Paternò. E la Reggina (63) difficilmente conosce abbastanza gufi, dopo averne cercati ed additati in casa propria come alibi per la propria inadeguatezza.
