“Ogni imprenditore colpito non è un fatto isolato, ma un segnale che riguarda tutti noi. Scrivo perché, se anche uno solo viene lasciato solo, perdiamo tutti. Non è solo solidarietà. È una presa di responsabilità”. Inizia così la lettera indirizzata dal presidente della CNA Calabria alla società civile. Ha scelto di parlare ai cittadini, imprese, associazioni, giovani Giovanni Cugliari all’indomani del grave atto intimidatorio ai danni dell’imprenditore vibonese Domenico Arena.
“Ad Arena e a tutti gli imprenditori che stanno vivendo questo momento va la nostra vicinanza. A loro va riconosciuto il valore di una scelta: restare in piedi in questa terra, che non è scontato. Significa credere nel lavoro quando sarebbe più facile arrendersi, significa investire quando altri arretrano, significa scegliere la legalità anche quando costa”, scrive il presidente.
“A chi guarda questa terra chiedendosi se restare o andare via, voglio dire una cosa chiara: la Calabria ha bisogno di voi. Non domani ma adesso. Ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra libertà, del vostro coraggio. Ha bisogno – prosegue Cugliari – di una generazione che non accetti compromessi, che non erediti la paura ma che costruisca un’alternativa. Ma questo può accadere solo a una condizione: non essere soli”.
“Accanto al lavoro fondamentale delle istituzioni, al tavolo della sicurezza e all’azione costante delle Prefetture, è necessario riaprire subito un tavolo delle associazioni. Un luogo stabile, operativo, non formale, dove le associazioni di categoria si incontrino, si ascoltino e, soprattutto, agiscano insieme. Un tavolo – sottolinea il presidente CNA Calabria – che crei sinergie reali tra imprese, tra territori, tra visioni”:
“Momenti come questi, così come le crisi economiche, le difficoltà di mercato, le trasformazioni globali, non devono dividerci – sottolinea – ma diventare occasione per costruire massa critica. Le associazioni non devono essere solo rappresentanza, ma tornare ad essere punto di partenza per proteggere, accompagnare, dare forza a chi, da solo, rischia di cedere. Chi minaccia è forte quando siamo frammentati ma diventa irrilevante quando diventiamo sistema”.
“La Calabria che vogliamo non è un’idea astratta – conclude -, è una scelta quotidiana. Questa lettera è un invito alla presenza attiva, a esserci a parlare, a fare rete, a costruire insieme. Noi sappiamo da che parte stare, adesso è il momento di dimostrarlo insieme”.
